Già 350 le domande per la corsa ai voucher

Il Comune ha riaperto per la seconda volta in due mesi i termini del bando L’opposizione: i numeri dimostrano che prima erano privilegio di pochi
VASTO. La nuova scadenza è stata fissata al 28 febbraio, ma nel frattempo in Comune sono arrivate circa 350 domande. Una valanga di richieste per accedere alle prestazioni lavorative di tipo occasionale, i cosiddetti voucher, la cui disponibilità numerica non è stata ancora quantificata. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Menna ha deciso, per la seconda volta nel giro di due mesi, di riaprire i termini del bando, giustificando tale proroga con le numerose richieste di partecipazione da parte dei soggetti interessati «che continuano a pervenire».
L’OPPOSIZIONE. «Questa mole di richieste proveniente da tanti cittadini, giovani e meno giovani, dimostra quanto, fino all’approvazione del regolamento, la gestione dei voucher era opaca e veniva riservata a pochi fortunati», commentano al circolo cittadino di Fratelli d’Italia-An, partito che aveva sollevato nei mesi scorsi il problema della scarsa trasparenza nella gestione delle borse-lavoro, «in linea con gli impegni assunti in campagna elettorale, ci siamo attivati per sostituire una situazione di privilegio con un contesto di trasparenza. Coloro che alla data del 10 febbraio, scadenza prevista dopo la prima proroga avvenuta per motivi tecnici, hanno presentato domanda per usufruire dei voucher, sono oltre 300. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale dia adeguata pubblicità a questa ulteriore proroga, per favorire ulteriormente la partecipazione dei cittadini interessati e che sappia gestire con la massima trasparenza la fase successiva di formulazione delle graduatorie».
CHI PUÒ ACCEDERE. I destinatari dei buoni lavoro sono disoccupati, studenti di età compresa tra i 18 e i 25 anni, pensionati, lavoratori in mobilità, cassintegrati, titolari di disoccupazione ordinaria e speciale, in possesso di determinati requisiti, tra cui la residenza e un Isee (indicatore del reddito) non superiore a 15mila euro. Possono accedere alle prestazioni anche i cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno. Il compenso è fissato in 10 euro lorde per ogni ora di lavoro, corrispondente a 7,50 euro nette. Il valore nominale del buono è comprensivo della contribuzione Inps e Inail per l’assicurazione contro gli infortuni. Oltre a rappresentare un supporto per le categorie di soggetti in condizioni di temporanea fragilità economica, i buoni lavoro sopperiscono alle carenze di organico ridotto al lumicino dai pensionamenti. Le persone che risponderanno all’avviso del Comune verranno inserite in quattro graduatorie e potranno svolgere attività di supporto informatico (addetto alla registrazione dei dati), lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di parchi, strade, edifici e monumenti pubblici, attività di supporto allo svolgimento di manifestazioni sportive, culturali e fieristiche, supporto tecnico-amministrativo-contabile. In Comune dicono che i posti disponibili «non sono stati ancora quantificati».
ANCHE A SAN SALVO. Un aiuto ai disoccupati di lunga data, con anzianità di servizio di almeno 12 mesi, arriva anche da San Salvo, dove i voucher a disposizione sono 53. I bandi pubblicati all’albo pretorio on line fissano come scadenza per la presentazione delle domande il 7 marzo. «È un ulteriore e importante segnale dell’amministrazione comunale verso coloro che continuano a restare esclusi dal mondo del lavoro», spiega la sindaca Tiziana Magnacca, «è segnale di vicinanza concreta a chi si trova in una situazione di bisogno e a cui viene concesso un contributo temporaneo in cambio di un impegno a servizio della comunità. Verranno privilegiati coloro che hanno basso reddito e con figli a carico». Il primo bando per 25 borse lavoro è riservato ai residenti di età compresa tra i 18 e i 65 anni. La durata prevista è di quattro mesi, la retribuzione lorda mensile di 400 euro, per un totale di 15 ore settimanali. Il secondo bando per 28 borse lavoro è destinato alla distribuzione dei pasti presso le strutture scolastiche per una durata di 5 mesi con un minimo di 15 e un massimo di 40 ore settimanali.
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