Già chiuso il reparto inaugurato sabato

Senza collaudo l’Osservatorio multidisciplinare del Pronto soccorso. Il Nursing Up: 34 unità operative per farlo funzionare
LANCIANO. Porta inesorabilmente chiusa. A chiave. Il reparto dell’Osservazione multidisciplinare, costola del Pronto soccorso, inaugurato in pompa magna sabato scorso all’ospedale Renzetti, non è operativo. Mancano collaudo e personale. Quindi quello che doveva essere il tassello che faceva dell’ospedale Renzetti un “Dea” di primo livello, ossia il presidio per acuti punto di riferimento dell’intero territorio, è ancora mancante. Fisicamente c’è, ed è anche molto bello, con 9 posti letto, ambulatori, stanze moderne, ma operativamente non esiste, al momento. I letti, i 3 monitorizzati - presi da Atessa dove erano inutilizzati - e i 6 letti per l’osservazione breve sono vuoti.
«L’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci avrà anche mantenuto la promessa di aprire il reparto multidisciplinare», commenta Francesco Taglieri, del Nursing Up, sindacato degli infermieri, «ma lo ha fatto solo fisicamente. Non sappiamo ancora chi andrà a lavorare nel nuovo reparto e soprattutto se c’è il personale. Fermo restando che manca il collaudo e senza di questo non si apre nulla». Ma quanti medici, infermieri, operatori socio-sanitari e ausiliari servono? Il conto è stato fatto e fa strabuzzare gli occhi perché di quel personale non solo non c’è traccia, ma è talmente alto che è un sogno averlo. «Per aprire il reparto in base al decreto attuativo 49 della Regione Abruzzo che definisce numero infermieri per intensità di cure», spiega Taglieri, «occorrono almeno, a tenerci stretti, 12 infermieri, 12 operatori sanitari specializzati, 5 ausiliari, 5 medici. Dove troveranno questo personale? Chiuderanno qualche altro reparto? Già manca il personale nei reparti operativi, tra cui Pronto soccorso, poliambulatorio, si pensa ad aprirne uno nuovo e per giunta in concomitanza con le ferie estive». Un reparto in realtà ha chiuso: quello di pediatria di Ortona. Ragionando da Asl il personale potrebbe essere ricollocato anche a Lanciano «ma pare», dice il sindacato, «che sia diretto solo a Chieti. Perché? Non si sa».
Il problema poi è reperire lavoratori nel periodo delle ferie - il piano scatta il 15 giugno - quando si accorpano reparti, si tagliano posti letto, si riducono le prestazioni perché manca il personale. Una contraddizione, questa apertura dell’Osservazione multidisciplinare, per il Nursing Up. «Piuttosto», conclude Taglieri, «la Regione potrebbe trovare il personale ricollocando ad esempio gli infermieri. Se un infermiere lavora in un ufficio, scelta libera e rispettabilissima, deve essere inquadrato per il suo nuovo incarico, quindi da amministrativo, non può restare infermiere andando così a far numero sulla carta».
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