Gli alunni come “Partigiani del racconto”

13 Giugno 2023

La media Don Milani al primo posto in Abruzzo nel concorso nazionale “Esploratori della memoria”

LANCIANO. La memoria diventa un paese. Abitato da chi non c'è più, da chi ricorda ancora e da chi tiene accesa la fiamma della storia. E poi ci sono i bambini, che a piccoli passi e con lo sguardo limpido di chi si affaccia alla vita, visitano quel paese, scoprendone i luoghi bui e quelli luminosi, rimestando il passato con quello che c'è oggi per farne insegnamento, per creare, ancora una volta, memoria. È con queste premesse che le classi 1ª A e 1ª B della scuola media Don Milani hanno partecipato al concorso nazionale "Esploratori della memoria", classificandosi al primo posto per l’Abruzzo, all'interno del più ampio progetto "Pietre della memoria" dell'Anmig (Associazione mutilati e invalidi di guerra). I bambini, quaranta, tra cui anche ragazzi con bisogni speciali, hanno realizzato un documentario, intitolato "Partigiani del racconto", sulle tracce dei tragici episodi avvenuti in città durante l'occupazione nazifascista.
Guidati dalle docenti Fiorenza Giancristofaro (1ª A) e Rossella Cotellessa (1ª B), con la collaborazione della collega Pierangela Micozzi, gli alunni hanno dapprima studiato la Resistenza lancianese e i loro protagonisti, quindi, taccuino e penna in mano, si sono recati nei luoghi in cui si sono consumati gli eventi per realizzare un censimento di monumenti, installazioni e targhe. In particolare: il monumento dei Martiri lancianesi nel largo omonimo e la statua dedicata a Trentino La Barba in largo Dell’Appello; le installazioni a terra dedicate ad Adamo Giangiulio in viale Marconi, a Remo Falcone, Giuseppe Marsilio e Raffaele Stella in via Spaventa, ad Achille Cuonzo e Nicolino Trozzi in via Righi, a La Barba in viale Cappuccini; infine le targhe in memoria del martirio La Barba in viale Cappuccini e di Gemma Di Castelnuovo nel larghetto omonimo. «Le attività sviluppate con il documentario», spiegano le docenti Giancristofaro e Cotellessa, referenti del progetto, «hanno costituito un’occasione preziosa per i ragazzi che, come piccoli giornalisti, hanno elaborato testi, prestato voce, corpo e cuore nella costruzione del video ad alta valenza didattica, storica e sociale».
«Gli Eroi Ottobrini», ha detto ai ragazzi il dirigente Mario Gaeta, «erano ragazzi come voi. Grazie per aver ricordato a tutti che la libertà è il bene primario dell'uomo». Il progetto proseguirà anche il prossimo anno.
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