Gli arrestati e 5 anni di rancore: caccia al movente su Facebook

Vecchie ruggini dietro l’omicidio del carabiniere di Mozzagrogna, in manette per concussione nel 2015 Ecco i messaggi della donna quando il maresciallo andò ai domiciliari: «Stasera si brinda, che goduria»
CHIETI. «Stasera si brinda, che goduria». Così Francesca Angiulli, in carcere da martedì – insieme al marito Giuseppe Spagnulo – con l’accusa di aver ammazzato l’ex carabiniere cinquantenne Antonio Cianfrone, esultava nel 2015 per l’arresto dell’allora vice comandante della caserma di Monsampolo. Potrebbero dunque esserci vecchi rancori dietro l’omicidio del maresciallo di Mozzagrogna, finito in manette cinque anni fa insieme a un suo superiore e sospeso dal servizio nell’ambito di un’inchiesta per presunta concussione (il processo è ancora in corso). A farlo sospettare sono alcuni messaggi pubblicati su Facebook da Francesca, con il profilo del figlio, nel giorno in cui il sottufficiale era finito ai domiciliari. Quei post, risalenti a cinque anni fa, fanno emergere il risentimento della donna nei confronti di Cianfrone: «E poi siamo noi i delinquenti... Il tempo passa ma le cose vengono a galla, non immagini quanto sono contenta», scriveva Angiulli rispondendo a un’amica. E ancora: «Mi sono fatta una boccia di Fontanafredda alla faccia loro... Sono strafelice».
Ma qual è il motivo di tutto quell’astio? In un primo momento, si era pensato a un collegamento con una tragedia che, nel 2009, ha sconvolto la vita dei coniugi Spagnulo: la morte di uno figli, Antonio, all’epoca ventenne, in uno schianto in moto. Ma, al momento, non c’è nessun elemento per mettere in relazione l’incidente e il delitto, anche perché i rilievi vennero eseguiti dalla polizia stradale e non dai carabinieri. Attualmente il movente resta un giallo. Di certo, i rapporti tra la famiglia Spagnulo e Cianfrone non erano buoni: testimoni avrebbero assistito ad alcuni diverbi anche in tempi più recenti. Comprendere i motivi che hanno spinto Francesca ad accompagnare il marito nell’agguato potrebbe essere determinante anche per individuare il movente. Sono stati quattro i colpi sparati alla vittima: uno di fronte e tre alle spalle mentre cercava di fuggire e di chiedere aiuto. L’udienza di convalida per i due coniugi si terrà sabato. Secondo l’accusa, a sparare sarebbe stato Spagnulo: per stabilire il tipo di arma utilizzata sarà importante l’autopsia in programma stamattina. A carico dei coniugi gli investigatori hanno raccolto testimonianze visive (almeno di quattro persone) e immagini estrapolate dalle telecamere di sorveglianza lungo il percorso che dalla zona della loro abitazione conduce alla pista ciclopedonale in zona San Pio X, luogo dell'omicidio. I fotogrammi riprendono il passaggio della moto di grossa cilindrata di colore nero, forse quella sequestrata dai carabinieri nell’abitazione degli indagati.
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