Gli aspiranti infermieri battono i medici

In 1.477 affrontano la selezione alla D’Annunzio, i pugliesi presenti in massa ma i due terzi dei ragazzi verranno scartati
CHIETI. Sono di più degli aspiranti medici e odontoiatri, ma per molti si tratta di una seconda scelta. Ieri mattina si sono svolti i test per l’ammissione ai diversi corsi di laurea delle Professioni sanitarie. Vi hanno partecipato 1.477 candidati (quelli di Medicina e Odontoiatria erano 1.298) a fronte dei circa 1.700 preiscritti. Tirate le somme, nonostante le preiscrizioni siano risultate in aumento del 5% rispetto all’anno scorso, i candidati che hanno effettuato il test sono calati rispetto all’anno precedente.
I posti a disposizione, invece, sono leggermente saliti: si è passati dai 455 dell’anno passato ai 460 di quest’anno, più i 38 banchi riservati agli stranieri. In particolare, il numero di posti che Assistenza sanitaria mette a disposizione è 37 per gli italiani e comunitari e 3 per stranieri residenti all’estero. Dietistica ne mette a disposizione 10 più 3. Fisioterapia 55 più 5; Igiene dentale 10 più 3. Infermieristica è il corso con più posti: 245 più 5. Ortottica apre le porte a 10 studenti italiani o europei e a 3 stranieri; Ostetricia a 11 più 2; Tecnica della prevenzione dell’ambiente nei luoghi di lavoro a 12 più 3; Tecniche di fisiopatologia accoglierà 10 studenti italiani e 3 stranieri; Tecniche di laboratorio biomedico 20 più 3; Tecniche di radiologia medica 13 più 2; infine Terapia occupazionale 27 più 3.
I test si sono svolti in 25 aule e, come accade per le prove che attraggono così tanti candidati, anche in questo caso l’ateneo ha dovuto bloccare molte delle sue normali attività. A controllare che tutto venisse fatto a regola d’arte c’erano il presidente della Scuola di medicina, Sebastiano Miscia, e la presidente del corso di laurea in Medicina, Raffaella Muraro. «La prova di ammissione si è svolta senza problemi», hanno riferito i due prof, «i test verranno corretti in forma anonima e attraverso il sistema elettronico del Cineca. Le graduatorie di merito verranno pubblicate entro il 23 settembre. Il calo sostanzioso tra i preiscritti e candidati effettivi è da addebitare, con grande probabilità, al fatto che molti preiscritti hanno già sostenuto esami in altri corsi ad accesso programmato, come Ctf e Farmacia, di cui già si sa l’esito e, quindi, abbiano scelto altre strade».
Per molti candidati, infatti, le Professioni sanitarie non sono la prima scelta. Tanti avevano provato a entrare a Medicina ed erano in attesa dei risultati. Danilo Pio Ciavarella, diciannovenne di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, se non riesce a entrare a Tecniche di radiologia, ripiegherà su Economia a Pescara. L’amica e concittadina Arcangela Pia Bonfitto, se non riuscirà a diventare fisioterapista, frequenterà Design a Pescara.
«Comunque i test erano abbastanza semplici», dice il terzo candidato di San Marco in Lamis, il diciannovenne Andrea Di Coste che ha sostenuto l’esame per diventare infermiere, anche se quella non è la sua massima aspirazione.
Prova “fattibile” anche a giudizio di Alessio Libertone, 19 anni di Campobasso, aspirante fisioterapista, e della diciottenne foggiana Federica Gravina, che vorrebbe studiare Tecniche della prevenzione. La diciannovenne teatina Alice Candeloro e la diciottenne di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, Matilde Bernardi, che hanno stretto amicizia grazie allo stress della prova, hanno entrambe un piano B. Matilde, che ha provato ad entrare a Terapia occupazionale, «per lavorare con le persone con disabilità, avendo avuto un’esperienza in famiglia», se non dovesse farcela ripiegherà su una facoltà affine, Scienze sociali, sempre a Chieti. Alice di piani alternativi ne ha addirittura cinque: «Al primo posto c’è Medicina», dice, «al secondo Farmacia, al terzo Infermieristica, per cui ho appena fatto il test, al quarto Biologia e al quinto Scienze motorie». E dunque, senza dubbio coglierà nel segno.

