Gli assessori licenziati denunciano il vicesindaco

D’Anchini e De Iure dichiarano guerra a Menicucci che li ha messi fuori giunta Uno dei due accusa: «Questo è un linciaggio politico». Il Pd resta in silenzio
ORTONA. «Abbiamo passato la palla ad un pool di avvocati che valuterà il da farsi». La revoca degli incarichi da assessori del Comune di Ortona a Tommaso D'Anchini e Domenico De Iure sfocia in azioni legali per accertare se i provvedimenti presi a loro carico potessero effettivamente essere compiuti in assenza di un sindaco. Lo hanno confermato proprio D'Anchini e De Iure, che dopo qualche giorno di silenzio ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa per parlare di questa vicenda.
«Per come si è prodotta, riteniamo che ci siano diversi profili critici e in più campi», ha spiegato D'Anchini. «Il vicesindaco è un uomo di fiducia di ogni primo cittadino, esattamente come gli assessori. Non ritengo che tra i suoi poteri ci sia quello di mandare a casa due assessori quando vi è un sindaco dimissionario. Il decreto di revoca è probabilmente un atto nullo», ha aggiunto De Iure, «porteremo avanti azioni a tutela della nostra persona sia sul piano personale che civile e amministrativo».
Il vicesindaco Luigi Menicucci, nello spiegare i motivi di questa decisione, aveva parlato di una scelta inevitabile poichè «abbiamo difficoltà a tenere sedute di Giunta per mancanza di numero legale ed abbiamo una macchina amministrativa da mandare avanti». Ciò perché i due assessori avevano presentato un certificato medico con allegato un documento in cui avvisavano di una loro assenza per venti giorni. Per D'Anchini però si è trattato solo di «un atto di cattiveria assoluta e gratuita, di cui non c'è traccia nella memoria storica della nostra città. Una cattiveria politica senza vantaggio per alcuno». Gli ha fatto eco De Iure che ha parlato addirittura di un tentativo di linciaggio politico.
L'ex assessore alle manifestazioni, D'Anchini, ha raccontato un'altra verità rispetto a quella fornita da Menicucci: «È acclarato che siamo stati allontanati perché abbiamo un modus operandi diverso. Ed è stato questo il grimaldello che secondo il promotore o i promotori dell'atto di revoca, è lo spartiacque tra noi e loro. Siamo orgogliosi di rappresentare questo modo di operare diversamente costruttivo, ci facciamo carico di tale responsabilità e la rappresentiamo».
De Iure ha rincarato la dose: «Per quattro anni e mezzo D'Ottavio è stato vittima di ricatti politici di questi personaggi, tra cui anche Menicucci». La revoca dell'incarico ai due assessori è stata notificata in due momenti diversi nonostante i certificati medici siano stati presentati pressochè contemporaneamente.
De Iure è stato ufficialmente allontanato nel pomeriggio di giovedì scorso, mentre D'Anchini nella mattinata di venerdì. «È solo una questione di tempi tecnici», aveva chiarito il vicesindaco. Ma anche su questo aspetto D'Anchini ha avuto da ridire: «Alle 8,30 ero stato convocato per la seduta di Giunta che si sarebbe dovuta tenere alle 13,30, ma alle 13,45 mi è arrivata la revoca. Quindi il vicesindaco è confuso, non dice il vero nelle sue dichiarazioni». L'ultima frecciata D'Anchini stesso l'ha riservata al suo partito: «Mi sarei aspettato una presa di posizione da parte del gruppo del Partito democratico e del suo commissario Camillo D'Alessandro», ha concluso. «Ciò che registro invece è un clima da resa dei conti che non mi entusiasma e non mi appartiene».
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