Gli autisti Tua: continuiamo con la protesta

15 Luglio 2022

Lettera dei sindacati al prefetto: poco personale e lavori fermi per adeguare il deposito-spogliatoio

LANCIANO. «I lavori per adeguare il deposito autolinee di Lanciano non fatti e il personale non assunto: la vertenza resta aperta». Sono sindacati Filt Cgil con Rocco Giardino, Fit Cisl con Massimo Masciangelo, Uil trasporti con Antonio La Caprara e Faisa- Cisal con Antonio Fanaro a scrivere al direttore generale Tua, Maxmilliam Di Pasquale, al presidente Tua Gianfranco Giuliante, al responsabile impianti fissi Paolo Sportiello e per conoscenza al prefetto Armando Forgione per informarli del proseguo della controversia aperta mesi fa e che li vede protestare, fare presidi, per ottenere locali più adeguati nel deposito di contrada Follani e personale.
«I lavori avviati a Follani (430mila euro per la messa in sicurezza della sede con bonifica delle parti in amianto, ndc), non sono stati ultimati», denunciano le Rsa, «e lasciano con un solo box - di quelli utilizzati nei cantieri autostradali provvisori - 124 lavoratori di Lanciano, di cui 101 autisti che iniziano alcuni turni alle 3.50 di mattina e li terminano all’1 di notte. È un deposito inadeguato da troppo tempo».
E non va meglio sul fronte delle assunzioni: i sindacati da mesi lamentano una grave carenza di personale che Tua aveva promesso di colmare con dei concorsi. «Sono stati esternalizzati turni per 13 posti di lavoro distolti al territorio frentano appaltati al minor costo fuori Abruzzo», precisano i sindacalisti, «e si registra ancora la carenza di 19 persone a causa della decisione di Tua di tenere solo a Pescara i neo-assunti del primo concorso. Per il ripristino dell’organico quindi si è in attesa delle assunzioni attraverso il secondo bando, in ritardo per dei ricorsi. Sotto organico anche il personale della manutenzione e dei treni. Sono emerse criticità anche sulla divisione ferro, con diverse corse soppresse che ha collocato Tua al 1° posto della classifica nazionale per soppressione treni passeggeri». E poi corse a vuoto. «La ex sede di Atessa, accorpata a Lanciano, ha generato 294 chilometri di vuoti giornalieri che moltiplicati per 12 mesi contano circa 80 mila chilometri di vuoti annui. Ma per l’azienda il consumo del gasolio e il depauperamento dei mezzi contribuiti anche dai cittadini abruzzesi non è un costo perché giustificato da altri criteri di calcolo». Problemi per i sindacati che lasciano aperta la vertenza.(t.d.r.)
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