Gli avvocati chiedono di essere vaccinati

Il presidente Tatozzi: gli operatori della giustizia vanno immunizzati per evitare che il sistema si fermi
CHIETI. L’Ordine forense di Chieti chiede che siano inseriti nel piano di vaccinazione nazionale anche gli operatori della giustizia, ovvero magistrati togati e onorari, giudici di pace, avvocati, praticanti avvocati e personale amministrativo. «Si tratta di un’importante iniziativa diretta a far sì che la giustizia, da considerarsi servizio essenziale e di pubblica utilità, possa continuare a essere svolta senza scontare blocchi e ritardi determinati dall’aumento esponenziale dei contagi», spiega il presidente Goffredo Tatozzi, che rappresenta 736 professionisti. «Il Tribunale di Chieti si è contraddistinto nella fase emergenziale per aver garantito l’ordinario svolgimento delle udienze civili e penali, nella maggior parte dei casi in presenza, grazie anche alla completa disponibilità mostrata dai magistrati e dal personale amministrativo a evitare interruzioni o limitazioni dell’attività giurisdizionale. Nonostante tutte le precauzioni adottate, l’avvocatura ha dovuto registrare un numero molto elevato di professionisti forensi che hanno contratto il Covid».
Il consiglio dell’Ordine ricorda come la provincia di Chieti sia «tra le prime in Italia per incremento di positivi, tanto da essere classificata come zona rossa. Nel caso di contagio di un operatore della giustizia, non possono non verificarsi blocchi e ritardi dell’attività, con inevitabile aggravamento delle già nefaste conseguenze finora prodotte dalla pandemia sulla regolarità della giurisdizione e creazione di ulteriori arretrati difficili da recuperare anche negli anni a venire. Va pure ricordato che una larga fascia della popolazione frequenta giornalmente gli uffici giudiziari, sia pure per rendere testimonianze o per chiedere informazioni. In questo contesto, appare necessario che tutti gli operatori del settore siano equiparati al personale scolastico e alle forze armate ai fini del loro inserimento nei piani di vaccinazione, non potendosi limitare la richiesta e l’offerta di giustizia e di tutela dei propri diritti ai cittadini».
Secondo l’Ordine forense teatino, dunque, «bisogna prevenire ed evitare ulteriori ostacoli o condizionamenti al regolare e corretto funzionamento della giustizia: i cittadini e le imprese non devono subire ingiustificabili limitazioni ai propri diritti per la diffusione del contagio che, secondo le previsioni, è già in fase di aggravamento». (g.let.)

