Gli avvocati teatini stoppano le speranze di Vasto e Lanciano

Una delibera dell’Ordine forense invita Mattarella e Legnini all’inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia ampliato
CHIETI. Il Tribunale di Chieti è pronto. Dopo i costosi lavori di ristrutturazione, può accogliere i tribunali di Lanciano e Vasto. Parola degli avvocati teatini.
Il consiglio dell’Ordine forense ha infatti deliberato un documento che assume un forte significato politico. E’ un messaggio chiaro ai colleghi vastesi e frentani che si conclude con l’invito al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a partecipare, con Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, all’imminente inaugurazione del nuovo palazzo di giustizia, oggetto di un importante intervento di consolidamento statico, ampliamento e riqualificazione, costato oltre 6 milioni di euro. L’ampliamento ha comportato la realizzazione di un nuovo piano con due ampie aule di giustizia, una delle quali sarà intitolata a Pasquale Galliano Magno, l’avvocato di Giacomo Matteotti. «A seguito dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione, rispetto ai quali vi è stato un decisivo intervento dell’avvocatura per ottenere questo importante investimento del ministero della Giustizia, Chieti», ha detto al Centro Pierluigi Tenaglia, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Chieti, «dispone di un palazzo di giustizia tra i più prestigiosi del paese e di ulteriori immobili, i cui spazi sono idonei sin d'ora ad affrontare tutte le necessità richieste dal legislatore». L’accorpamento, già disposto per legge, sarà operativo nel 2018 e le ragioni di ordine campanilistico sulla non fusione, sono montate su uno dei principali argomenti: l’inadeguatezza della sede del tribunale teatino. Ma il documento delle toghe teatine tarpa le ali a questo tema. L’atto, inviato anche ai parlamentari della provincia di Chieti e ai ministri di competenza, al presidente del Tribunale, Geremia Spiniello, al sindaco Umberto di Primio, al presidente della Provincia, Mario Pupillo (sindaco di Lanciano) e della Regione, Luciano D’Alfonso, sgombra il campo dai dubbi sull’idoneità della sede con addirittura, in un nuovo piano, ampie aule per udienza e uffici vari. È questa la risposta alle tante dichiarazioni di protesta degli avvocati di Lanciano e Vasto che hanno evidenziato, nei mesi scorsi, come Chieti non sarebbe in grado di accogliere quattro tribunali perché, oltre a Lanciano e Vasto, vi confluirà anche la sede di Ortona. Recentemente la senatrice Federica Chiavaroli, sottosegretario alla Giustizia, a Vasto ha detto: «La soppressione dei tribunali minori è stata assunta dal Parlamento e non ci sono le condizioni politiche per una nuova revisione geografica nel Chietino. Il Governo non ha alcun potere d’iniziativa, può valutare solo le proposte che arrivano dal Parlamento. Ma finché ognuno continuerà a difendere casa propria, difficilmente sarà possibile ottenere una revisione». Altri che si ergono a difendere le sorti del tribunale di Lanciano, come ha fatto alla fine di ottobre il consiglio comunale di Fossacesia, dicono che non è conveniente il trasferimento a Chieti dove il tribunale non avrebbe spazi idonei ad accogliere nuove sedi. Condizione questa che la delibera degli avvocati rigetta ponendo la sede del «prestigioso e ampliato Palazzo di Giustizia di Chieti» idonea a ogni relativa esigenza. Sarebbe difficile da ottenere il non accorpamento di Lanciano e Vasto, tribunali minori, a Chieti, così come disposto dal Parlamento, tenendo anche conto che: sul tribunale di Chieti sono stati investiti oltre sei milioni di euro, che i lavori, durati quattro anni, sono ultimati, che non ci sono le condizioni politiche per nuovi “revisioni” geografiche del territorio, che mancano, post risultato referendario, quelle condizioni politiche in grado di annullare l’accorpamento. Per gli avvocati teatini è arrivato il momento quindi di concretizzare la decisione presa nel 2013, con quale sono stati coinvolti i presidi giudiziari di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, rimasti in regime di proroga fino al 2018, a causa delle condizioni logistiche legate al sisma del 2009. Ma la delibera delle toghe teatine innescherà certamente le reazioni di Vasto e Lanciano.

