Gli bruciano il furgone e fuggono Il fruttivendolo: «È un attentato»

16 Novembre 2023

Pino Mammarella, da 37 anni nelle piazze: «Un gesto dovuto a motivi lavorativi, io sono onesto» Lui non demorde: «Adesso ho paura, ma continuerò a vendere i miei prodotti come ho sempre fatto»

CHIETI. Gli hanno incendiato sotto casa il furgone che usava tutti i giorni per andare a lavoro, poi sono fuggiti. È successo nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, intorno all’una, nel parcheggio di una palazzina in via Michele de Pasqua. Pino Mammarella, 73 anni, di cui 37 come venditore di frutta e verdura nei mercati e nelle piazze di Chieti, racconta al Centro quello che definisce «un attentato da parte di qualcuno a cui do fastidio» ma che non spegne la sua voglia di lavorare. «Stavo per andare a dormire quando ho sentito uno scoppio», racconta Pino, «non ho fatto neppure in tempo ad aprire la finestra che ho visto le fiamme». Il furgoncino, un’Ape Porter, che il venditore utilizza per lavorare e allestire il suo bancone di frutta e verdura in piazza Garibaldi, è andato in fiamme. È partita subito la chiamata al 115 e, sul posto, si sono precipitati i vigili del fuoco del comando provinciale di Chieti e la volante della polizia. «Sono subito corso nel parcheggio per spostare la macchina a gas», continua il venditore, «stavano prendendo fuoco anche gli alberi vicini. Sarebbe successa una tragedia».
Il dolo è certo: a testimoniarlo non solo i rilievi, ma anche le testimonianze di alcuni residenti che hanno visto due persone in fuga dopo essersi avvicinati al mezzo di Mammarella. Nel furgone c’erano quasi otto quintali di frutta e verdura, una cassa fiscale del valore di settecento euro circa, due bilance del costo totale di mille euro e circa duecento euro in contanti. «Non mi interessano i soldi», dice Pino, «il danno è che io non posso andare a lavorare. Per me il lavoro è vita e, fin quando potrò continuerò, a vendere i miei prodotti alla gente». Fortunatamente le fiamme non hanno rovinato la frutta. «L’ho recuperata all’istante, ma bisogna venderla subito altrimenti perdo dai quattro ai cinquemila euro». Il furgoncino è stato messo sotto sequestro e, in queste ore, Pino sta presentando la denuncia. «Adesso ho paura di quello che potrebbe succedere in futuro», confessa, «non mi è mai successa una cosa del genere perché io sono un lavoratore onesto».
Ieri Pino non è potuto andare a lavoro: per i suoi affezionati e abituali clienti, che lo aspettano il lunedì, mercoledì, giovedì e sabato mattina in piazza, ha lasciato un avviso. «Sono stato oggetto di un attentato da parte di qualcuno a cui do fastidio», si legge nel cartello che ha attaccato in piazza, «con un furgone incendiato che poteva provocare una strage, ma io non ho paura. Il tempo di comprarmi il furgone e sarò subito da voi». Pino non perde la voglia di lavorare: ieri si è messo alla ricerca di un nuovo furgone. «I miei clienti mi vogliono bene e io voglio bene a loro», dice, «sono finito nel mirino probabilmente per vicende lavorative, ma io sono onesto e in regola, quindi continuerò a lavorare come ho sempre fatto».
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