Gli indagati si difendono: lo facevamo per lei

«È malata, volevamo evitare che potesse ferirsi quando rimaneva da sola». Oggi l’interrogatorio
CHIETI. «L’anziana, malata di Alzheimer, era legata al letto quando rimaneva da sola per evitare che potesse fare del male a se stessa e agli altri». È la tesi dell’avvocato Rocco Giancristofaro, difensore della donna arrestata con le accuse di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona nei confronti della suocera. L’indagata sarà interrogata stamattina, in tribunale a Chieti, dal giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis durante l’udienza di convalida dell’arresto. Il legale ortonese assiste anche il figlio dell’anziana, denunciato a piede libero.
«I miei clienti», sostiene l’avvocato Giancristofaro, «non la lasciavano mai sola, se non in alcune circostanze, al massimo una ventina di minuti, per sbrigare le faccende domestiche. Era in quelle occasioni che, temporaneamente, veniva legata per scongiurare che potesse alzarsi, procurandosi delle lesioni oppure lanciando oggetti dalla finestra, come già avvenuto in passato in più occasioni. L’anziana viveva a casa sua, in una mansarda che era di libero accesso a chiunque: le chiavi si trovavano nella toppa esterna anche quando sono arrivati i carabinieri. La nuora e il figlio restavano con lei praticamente tutto il giorno. Di notte, invece, dormivano in mansarda a turno. L’anziana, durante la giornata, scendeva nell’appartamento sottostante dove vivono il figlio, la nipote e la nuora, con i quali condivideva i pasti. Era lei che voleva tornare in mansarda per trascorrere gli altri momenti della giornata».
Al momento del blitz dei carabinieri, scattato lunedì pomeriggio, l’85enne era sola in mansarda. «La mia cliente», conclude l’avvocato Giancristofaro, «era scesa nel suo appartamento, per pochi minuti, perché doveva stendere i panni».
I maltrattamenti in famiglia sono puniti con il carcere da tre a sette anni, mentre la pena prevista per il sequestro di persona può anche raggiungere i dieci anni di reclusione. (g.let.)
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