Gli internati ebrei di Casoli ricordati allo Yad Vashem

25 Aprile 2017

CASOLI. Il “ciclista della memoria”, Giovanni Bloisi, ha raggiunto Gerusalemme, ieri ha partecipato alla cerimonia allo Yad Vashem in onore degli ebrei internati nel 1941-1943 nel campo di...

CASOLI. Il “ciclista della memoria”, Giovanni Bloisi, ha raggiunto Gerusalemme, ieri ha partecipato alla cerimonia allo Yad Vashem in onore degli ebrei internati nel 1941-1943 nel campo di concentramento di Casoli e ha consegnato ai responsabili di quel sacrario della Shoa il gagliardetto datogli dagli studenti dell’istituto Algeri Marino e contenente le foto degli internati casolani. È così giunto a conclusione il lungo viaggio in bicicletta intrapreso da Bloisi un mese fa dalla sua Varano Borghi, nel Varesotto, con tappa a Sciesopoli di Selvino (Brescia) e altre ripercorrendo il calvario degli ebrei lungo la penisola. In questo percorso si è soffermato a Casoli, accolto dal sindaco Massimo Tiberini, per visitare la dependance del palazzo Tilli, luogo di accoglienza degli internati. Proseguendo verso Brindisi e Atene, da qui è volato a Tel Aviv. La dependance di Palazzo Tilli, recentemente restaurato dalla nuova proprietaria Antonella Allegrino, diventerà un vero e proprio luogo della memoria insieme all’ex-municipio, che avrà la funzione di “Centro studio dei campi di concentramento abruzzesi”, grazie all’attivismo di Giuseppe Lorentini, lettore di italiano all’università tedesca di Bielefeld e ideatore del sito info@campocasoli.org che raccoglie documenti e foto di quel periodo. La foto di gruppo degli ebrei internati a Casoli, riprodotto sul gagliardetto di Bloisi ma visibile in gigantografia anche vicino a Palazzo Tilli, ha una sua storia drammatica. Il 3 novembre 1943 passò dalle mani della mamma di Giacomo Nagler, da Casoli deportato ad Auschwitz, alla mamma della bambina Rosetta Weintrub, anche questa uccisa, e da lei a Livio Sirovich, scrittore triestino,che un anno fa l’ha trasmessa a Lorentini.

Gino Melchiorre