Gli organi della turista salvano altre vite

4 Luglio 2019

Espiantati a Sandra Zanchini, 56 anni, cuore, fegato, reni e cornee. Il marito: «Sono certo che lei avrebbe voluto così»

FARA SAN MARTINO. L’ultimo gesto d’amore di Sandra Zanchini salverà la vita di altre persone. La turista 56enne di Ravenna, morta per un incidente in montagna, ha donato gli organi, come disposto dai suoi familiari. Sono stati il marito Davide Baiocchi e le figlie Federica e Chiara a interpretare la volontà della donna, descritta come generosa e altruista. «Mia moglie aveva ancora la carta d’identità vecchia, non aveva potuto indicare questa volontà», ha spiegato al Centro l’uomo, avvocato ravennate, «ma conoscendola sono certo che è questa la scelta che avrebbe fatto lei».
Martedì mattina Sandra Zanchini, colpita in testa da un sasso che si è staccato dalla parete lungo il sentiero per le Gole di San Martino, è stata dichiarata cerebralmente morta dai medici dell’ospedale di Pescara, dov’era ricoverata dal giorno dell’incidente, il 22 giugno scorso.
Dopo un periodo di osservazione terminato alle 14 di martedì e dopo il nulla osta della Procura di Chieti, è arrivato il via libera all’espianto degli organi, cuore, fegato, reni e cornee, che è stato eseguito nella notte. Con il coordinamento della Rianimazione di Pescara, nell’ospedale del capoluogo adriatico sono arrivate le varie equipe: per il cuore dall’Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti) di Palermo, per il fegato dal Gemelli di Roma, per i reni dall’ospedale dell’Aquila, mentre delle cornee si è occupata l’equipe dell’Oculistica di Pescara, che poi le ha consegnate alla Banca degli occhi dell’Aquila, centro di riferimento regionale per le donazioni e i trapianti di cornea. Ultimate le pratiche burocratiche, la volontà della famiglia è quella di riportare la salma a Ravenna.
Sandra Zanchini si trovava in vacanza in Abruzzo insieme al marito. La coppia era arrivata con altre 18 persone, un viaggio sulla Costa dei trabocchi organizzato dall’associazione Trail Romagna di Ravenna, a cui i due sono associati. Ma era Sandra la più attiva, partecipava a passeggiate e altre attività all’aperto. Gli altri soci ne ricordano il sorriso, l’energia e l’allegria contagiose.
«Il nostro sconforto è immenso perché insieme a lei se ne va un pezzo di noi», ha scritto l’associazione romagnola sulla propria pagina Facebook, «quella parte che abbiamo da sempre condiviso con lei: i sorrisi, la solarità, l’amore per lo sport. La sua generosità e il suo altruismo permetteranno a qualcuno di vivere meglio e questo ci farà pensare di averla ancora con noi. Trail Romagna, che fin dal giorno del tragico incidente è stata vicina alla sua famiglia, esprime il più sentito cordoglio. Ogni attività associativa è annullata e l’Urban Trail, che per motivi organizzativi non potrà essere sospeso, vestirà i colori del lutto rinunciando ad ogni forma di animazione a favore del silenzio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA