Gli studenti alzano la voce: «L’Artistico cade a pezzi»

Nella sede dell’ex Ciapi segnalati crepe nei muri e infiltrazioni in aule e laboratori La preside Di Renzo: l’edificio è della Provincia, lavori già sollecitati più volte
CHIETI. «Di Renzo ascoltaci», «Scuola crolla studente non molla»: queste alcune delle frasi sui cartelloni alzati ieri mattina dagli studenti del liceo artistico Nicola da Guardiagrele davanti la sede del liceo classico lungo corso Marrucino. Un sit-in acceso e movimentato, che ha visto un centinaio di ragazzi protestare a gran voce per le condizioni in cui svolgono le loro lezioni nella sede dell’ex Ciapi, in viale Abruzzo.
Gli studenti segnalano che all’interno delle loro aule «non ci sono le condizioni per svolgere in sicurezza la didattica», dice la rappresentante del liceo Noemi Pavone, «le finestre ci cadono in mano, piove nei nostri laboratori e nelle aule, muri con crepe e aule senza ricircolo dell'aria». Una protesta che ha richiamato l’attenzione di molti passanti e giunta anche alla loro dirigente scolastica, Paola Di Renzo, che per motivi di salute non è potuta essere presente e si è rivolta agli studenti telefonicamente: «Ci ha detto che stiamo facendo uno sciopero senza fondamento e che lei ha già fatto il possibile», riferisce Pavone dopo aver parlato con la dirigente, «appena avrà la disponibilità ci incontreremo».
Una protesta che quindi giunge «inaspettata» agli occhi della dirigente «perché gli studenti non mi hanno scritto niente e con loro ho un rapporto di grande apertura e confronto perché ci sentiamo di continuo anche per telefono». Di Renzo gira la questione dei cedimenti edilizi del liceo alla Provincia «informata quotidianamente dei problemi», spiega, «io posso sollevare queste problematiche e segnalarle alliente proprietario, ma non posso intervenire direttamente». Anche i docenti del liceo hanno tenuto informata la dirigente delle criticità riscontrate nelle aule e risale allo scorso 2 febbraio la comunicazione firmata dalla dirigente e indirizzata alla Provincia, ente proprietario dell’immobile, in cui si sollecita l’immediato intervento per la manutenzione della struttura. «Dal maniglione della porta anti-panico alla crepa al muro, ho fatto numerose segnalazioni», spiega Di Renzo che non ci sta a sentir parlare di «abbondano del liceo», perché «fin dal 2016 mi sono subito messa in moto per trovare rapidamente al liceo una nuova sede». La dirigente chiede così ai ragazzi di rivolgere la protesta verso la Provincia: «È un’azione mal indirizzata e mal gestita», commenta Di Renzo, «in virtù del rapporto che ho con i ragazzi avrei preferito il dialogo e avrei illustrato tutta la documentazione presentata in questi mesi alla Provincia».
Da una parte ci sono quindi gli studenti che chiedono di poter svolgere le loro lezioni in una scuola sicura: «Chiediamo di essere ascoltati perché abbiamo il diritto di svolgere le lezioni in una scuola che garantisca la sicurezza», ribadisce Pavone. Dall’altra, la dirigente che cerca di placare gli animi dei ragazzi: «La scuola sta facendo di tutto per metterli nelle migliori condizioni per apprendere». E gli studenti annunciano una nuova protesta davanti la Provincia: «Vogliamo che la nostra istruzione sia protetta e tutelata».
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