Gli studenti-chef preparano pizze per aiutare la scuola

22 Dicembre 2015

Villa Santa Maria, gli allievi del Marchitelli si autotassano e cucinano per raccogliere fondi e tinteggiare le aule

VILLA SANTA MARIA. La “buona” scuola ha il sapore di una pizza fragrante lievitata un giorno intero e da vendere per raccogliere fondi, l’odore acre della vernice usata per rinfrescare le aule sporche, il suono lieve dei pennelli sui muri, quello allegro delle risate mentre si lavora a scartavetrare un muro o a tinteggiare una parete. L’Ipsar Marchitelli di Villa Santa Maria, il celebre istituto alberghiero che ha sfornato in 75 anni di alta formazione enogastronomica generazioni di cuochi, camerieri e chef in tutto il mondo, non è una “buona scuola” dal punto di vista dei finanziamenti che mancano sempre, delle risorse scarse per acquistare i materiali, della palestra che non si può utilizzare e di tanti altri piccoli grandi ostacoli. Ma è sicuramente una scuola buona per la passione che sa trasmettere ogni giorno ai suoi eccezionali allievi.

Ottocento ragazzi che, invece, di scioperare e perdere ore di lezione per allungare le vacanze natalizie, hanno deciso di dichiararsi in autogestione e dedicare tre ore per ogni classe al progetto che hanno denominato “Olio di gomito”. Ogni studente si è autotassato di due euro per acquistare i materiali e per tre ore, a turno, si lavora per pulire e ritinteggiare tutta la scuola. «Dato che non ci sono fondi», spiegano i rappresentanti d’istituto, «abbiamo deciso di procurarceli noi e di darci da fare personalmente. Chi vuole può seguire le lezioni, chi invece vuole dare una mano alla comunità scolastica può lavorare per rendere migliore la struttura». L’iniziativa va avanti da mercoledì. I ragazzi hanno acquistato da soli stucco, vernici, pennelli e carta gommata. I più grandi, i ragazzi della IV C, per rimpolpare un po’ il fondo cassa, hanno deciso di cimentarsi nell’abilità acquisita proprio sui banchi di scuola: cucinare. E allora via a pizze a lievitazione rigorosamente naturale e lenta (almeno 24 ore) e largo a dolci e dolcetti natalizi da vendere fuori dai cancelli. Tutto il ricavato va al progetto comune di adeguare gli spazi della scuola ai sogni e ai diritti che ogni studente dovrebbe avere a portata di mano.

Lo scorso anno i ragazzi del Marchitelli si erano resi protagonisti di un’altra bella iniziativa: una cena di gala per raccogliere i fondi necessari per comprare gli ingredienti per i laboratori di cucina. Ma c’è spazio anche per il volontariato e la solidarietà: nel 2014 alcuni studenti hanno preparato, sotto lo sguardo attento dei propri docenti, il pranzo a 50 senzatetto della zona Tiburtina a Roma. In queste ore di autogestione e “olio di gomito” i professori guardano dalle loro cattedre i ragazzi darsi da fare con entusiasmo. Forse non possono dirlo apertamente, ma in fondo sono fieri di loro. (d.d.l.)

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