Gli studenti riscoprono la storia dell’Acquabella

24 Marzo 2019

Ortona. I ragazzi della 5ª B del liceo linguistico Marconi di Pescara visitano il borgo  L’allarme di Italia Nostra: rischiamo di perdere quest’area per colpa dell’uomo

ORTONA. Un borgo che racchiude in sé pezzi di storia da tutelare e tramandare alle generazioni. Ecco perché assume particolare importanza la visita che i ragazzi della 5ª B del liceo linguistico Marconi di Pescara hanno tenuto ieri all’Acquabella. La località costiera di Ortona non colpisce solo per la sua bellezza, ma anche per il suo valore storico.
Lo sa bene “Italia Nostra”, la sezione di Lanciano dell’associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, che ha accompagnato la classe pescarese in questa visita didattica. Secondo i membri della stessa associazione, infatti, il passato racchiuso nel borgo Acquabella non viene sufficientemente difeso e le mancanze che denunciano sono state portate all’attenzione dei giovani «per mettere in luce come si stia distruggendo un’area eccezionale». Solo per fare qualche esempio di ciò che si può trovare in questa località dove vivevano contadini e pescatori, la delegazione frentana di Italia Nostra sottolinea la presenza di «pavimentazioni del periodo che vanno dal 1500 al 1700». Ma rimarcano anche le colpe dell’uomo, parlando di «edifici demoliti» e lanciando l’allarme per le sorti del borgo che «perderemo definitivamente se non verranno presi provvedimenti adeguati».
Un problema che sarà affrontato in un convegno previsto ad Ortona nel pomeriggio del 6 aprile, alla biblioteca diocesana San Domenico, alla presenza di esperti e professionisti, con i quali ci si confronterà sui temi relativi alla storia dell’Acquabella e al futuro della meravigliosa località ortonese.
L’iniziativa di ieri, invece, rientrava tra le attività che Italia Nostra ha messo in campo per la salvaguardia dei borghi. Nella loro visita i ragazzi hanno potuto approfondire il valore di questo luogo che ha tanto da raccontare. D’altronde proprio all’Acquabella negli anni scorsi sono stati fatti ritrovamenti di oggetti, come ad esempio ancore, che testimoniano come esso sia un antico punto di approdo. E proprio in merito agli approdi c’è un progetto di cui Ortona e l’Acquabella sono parte integrante, denominato “Approdi-From Ancient Maritime Routes to eco-touristic destinations”, finanziato dal Programma di cooperazione territoriale Europea Adrion 2014/2020, che mira a valorizzare il patrimonio culturale dell’area adriatico-ionica con la realizzazione di attività di ricerca, promozione e networking e l’implementazione di progetti-pilota in località che si caratterizzano per aver ospitato antichi porti commerciali.
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