Gomme e rottami in mare «I fondali vanno ripuliti»

Ortona, ordinata la rimozione dei rifiuti abbandonati nelle acque del porto L’Autorità dà il via all’intervento nella zona dedicata all’ormeggio dei mezzi
ORTONA. Rifiuti abbandonati sul fondo marino del porto di Ortona. Al via la bonifica di una parte dello specchio d’acqua dello scalo marittimo. Lo rende noto il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, attraverso un’ordinanza. Materiali vari sono stati ultimamente rinvenuti in abbandono sul fondale dello specchio acqueo di mare prospiciente l’area di ormeggio dei mezzi nautici appartenenti alla Gesmar spa nella zona del Mandracchio. Sono stati ritrovati gomme di auto, cavi di acciaio, rottami metallici, reti ed arnesi da pesca.
Dalla Setra srl, ditta ortonese chiamata ad occuparsi del recupero dei rifiuti, è pervenuta lo scorso 14 febbraio una nota all’autorità portuale con la quale si chiede l’autorizzazione all’esecuzione di un intervento di pulizia straordinaria di parte di mare proprio davanti l’area normalmente dedicata all’ormeggio dei mezzi nautici della Gesmar spa di Ravenna. L’attività della Setra consisterebbe sostanzialmente nella rimozione e nel conferimento a discariche legalmente autorizzate dei materiali individuati. Per far sì che ciò avvenga sarà necessario coinvolgere in via del tutto temporanea gli spazi demaniali a terra nel tempo massimo presunto indicato nell’ordinanza, pari a sette giorni lavorativi. Gli stessi spazi demaniali saranno occupati dall’impresa appaltatrice per le operazioni di cantierizzazione, in particolare per l’appoggio di contenitori deputati al deposito dei materiali raccolti, per la presenza e l’utilizzo di gru telescopica, per la manovra e lo stazionamento di autocarri e per l’installazione dei presidi igienico-assistenziali ad uso dei lavoratori. Al fine di consentire queste operazioni, per la durata delle attività gli stessi spazi demaniali interessati saranno interdetti «ad ogni uso ed a qualunque accesso, fatto salvo quanto di esigenza delle attività medesime», si legge nell’ordinanza.
Il provvedimento, inoltre, dettaglia diversi aspetti come il fatto che i suddetti spazi «dovranno risultare correttamente recintati e segnalati onde garantire la tutela della pubblica incolumità oltre che la sicurezza fisica e la salute dei lavoratori, con adozione di ogni misura di prevenzione che sia necessaria ad impedire interferenze con la pubblica circolazione viaria sia pedonale che veicolare nonché con l’operatività portuale locale». I luoghi interessati dalla cantierizzazione dovranno tornare ad essere come prima dell’inizio delle attività entro un massimo di 5 giorni dalla fine dei lavori. Della conclusione di questi ultimi dovranno essere informate l’Autorità di sistema portuale e la Capitaneria di porto di Ortona, alle quali andrà segnalata immediatamente ogni eventuale criticità per via delle operazioni intraprese.

