Gpl, il Comune attende il no definitivo dal governo

5 Febbraio 2019

Il vicepremier Di Maio a Ortona: «L’impianto di stoccaggio nel porto non si farà» Le carte sono da tempo sul tavolo del ministero, attesa per la decisione finale

ORTONA. Le parole pronunciate dal vicepremier Luigi Di Maio domenica mattina dal palco del teatro Tosti sembrano essere una sentenza sulla vicenda legata all’eventuale costruzione di un maxi impianto di stoccaggio gpl nel porto di Ortona. Mentre la candidata presidente della Regione, Sara Marcozzi, parlava delle politiche economiche dell’Abruzzo e di Ortona sostenendo che «ci siamo battuti per anni contro il deposito», Di Maio rimarcava che al Mise non verrà messa nessuna firma, tranquillizzando di fatto tutti coloro che in questi anni si sono battuti per evitare che il progetto della società Seastock potesse prendere forma. Tuttavia a distanza di diversi mesi da quando la documentazione è finita sui tavoli del ministero dello Sviluppo economico, a cui spetta la decisione finale, non è ancora arrivato un esito ufficiale. Tant’è che la presenza del ministro in città, ha spinto l’amministrazione a chiedere spiegazioni. Di Maio, accolto al Tosti dal vicesindaco Vincenzo Polidori, che ha sostituito il primo cittadino Leo Castiglione assente per motivi di salute, ha ricevuto la lettera che la stessa amministrazione ha inviato al Mise nel mese di ottobre con cui si sollecita la chiusura della procedura attraverso la convocazione della conferenza dei servizi decisoria. Di Maio ha garantito a Polidori che il ministero non autorizzerà la costruzione del deposito, concetto ribadito anche alla stampa locale su precisa domanda: «La nostra posizione non è cambiata», ha dichiarato, confermando la contrarietà ad un simile impianto.
L’11 gennaio 2018 sembrava dovesse essere il giorno della svolta, essendo stata fissata la conferenza dei servizi decisiva. Tuttavia due giorni prima di quella data, era arrivato un avviso dal Ministero che comunicava il rinvio della riunione a data da destinarsi. Uno slittamento che, come aveva spiegato il primo cittadino, era stato giustificato con un «per sopraggiunti inderogabili motivi», senza specificare altro. Da quel momento non ci sono stati più aggiornamenti. I silenzi provenienti da Roma avevano spinto, lo scorso 26 ottobre, il Comune ad inviare un sollecito. Ma anche in questo caso non ci sono state novità. Il sindaco Castiglione si è sempre mostrato abbastanza fiducioso sul fatto che il deposito non verrà realizzato, adducendo una serie di motivazioni per le quali non sarebbe opportuno costruire l’impianto. Le parole di Di Maio contribuiscono ad accentuare l’ottimismo dell’amministrazione comunale, che però adesso vuole chiudere la “partita” al più presto.
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