Gradoni rifatti davanti all’abbazia «Opera orribile»

FOSSACESIA. «Incompetenza e superficialità con l’attuazione di interventi a dir poco scellerati»: ad affermarlo è Vito Sbrocchi, presidente dell’Archeoclub di San Vito Chietino, all’indomani della...
FOSSACESIA. «Incompetenza e superficialità con l’attuazione di interventi a dir poco scellerati»: ad affermarlo è Vito Sbrocchi, presidente dell’Archeoclub di San Vito Chietino, all’indomani della conclusione delle opere a San Giovanni, per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Esecutrice delle opere, per un importo di 33.389,10, e che hanno interessato l’immobile sottoposto a tutela della Soprintendenza, la Provincia di Cheti.
Sbrocchi che è, tra l’altro, maestro del coro di San Giovanni, ha avuto modo di controllare passo dopo passo i lavori in fase di attuazione. «È stato portato a compimento l’ennesimo scempio», spiega Sbrocchi, «farò sentire la mia voce di protesta alla Soprintendenza per segnalare che quanto è stato realizzato nell’area circostante l’abbazia, è un obbrobrio».
Ma andiamo per ordine. «Il montascale elettrico laterale all’abbazia, che deturpa l’immagine del tempio», afferma il presidente di Archeoclub, «a mio avviso non entrerà mai in funzione. Chi è preposto a tale compito che consiste nel rispondere alla “chiamata” del disabile che desidera accedere dal prato alla chiesa, non è ancora dato a sapere». Sbrocchi è senza parole soprattutto per l’intervento sui due gradoni, a sinistra dell’ingresso laterale dell’abbazia, costruiti negli anni Trenta. «I due rialzi», dice, «versavano in condizioni di degrado: quasi tutte le lastre di marmo che contornavano il perimetro dei gradoni erano ridotte a pezzi. Esisteva una situazione di pericolo per il passaggio dei frequentatori della chiesa. I padri passionisti, a loro spese, si occuparono di far ricollocare nuove lastre di marmo. Pochi giorni fa, ecco la novità: qualcuno ha rimosso le lastre di marmo, senza nemmeno avvisare i passionisti, e ha realizzato una cortina di mattoni, posati in opera di taglio lungo il perimetro dei gradoni. Sull’opera nessuna obiezione. E nelle scorse ore che si assiste allo scempio. Chi ha sistemato i mattoni», continua Sbrocchi, «ha avuto l’infelice idea di realizzare un intonaco su tutte le pareti del manufatto, chiudere tutte le cosiddette fughe tra mattone e mattone e pennellare il tutto con un colore beige chiaro, comprese le fughe, intervento che impatta orribilmente con la facciata dell’abbazia».
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