Granito Forte, bene gli ordinativi ma preoccupano i costi energetici

24 Settembre 2022

L’azienda occupa stabilmente 250 lavoratori a cui va aggiunto l’indotto: il fatturato è di circa 3 milioni La Cgil: assurde le bollette quintuplicate. Il sindaco: è una fabbrica in salute e che adesso va aiutata

FRESAGRANDINARIA. Ordinativi in aumento e situazione occupazionale stabile. Peccato che l'aumento delle bollette comincia a preoccupare anche la Granito Forte. L'azienda di Fresagrandinaria che programmava nuovi investimenti nel Vastese è frenata dal lievitare dei costi. «Una situazione che sta mettendo in ginocchio tutte le aziende energivore», conferma Emilio Di Cola, della Cgil. L’industria produce mattonelle in gres porcellanato. Il costo dell'energia necessario per tenere i forni accesi è quintuplicato. «È veramente assurdo. Il governo deve trovare al più presto una soluzione per evitare che tante aziende come la Granito Forte e la Pilkington preferiscano ridurre la produzione», afferma il segretario della Filtcem Cgil.
Il sindacato non nasconde la propria preoccupazione. La produzione industriale è fondamentale per la sopravvivenza del Vastese interno. L’azienda arrivata da Ubersetto di Fiorano, in provincia di Modena, nel 1991 ha impiantato il suo polo produttivo nella zona industriale di Fresagrandinaria, nella Valle del Trigno, dando occupazione stabile a circa 250 persone a cui va aggiunto l'indotto, con un fatturato che sfiora i tre milioni di euro.
Tanti lavoratori stanno tremando all’idea di perdere il lavoro. Oltretutto la concorrenza straniera è sempre più agguerrita. I sindacati invocano soluzioni per affrontare questa fase delicata. Il momento è critico per tutti. Lo stabilimento della Valle del Trigno grazie alla qualità della sua produzione continua ad attirare clienti ma quello che guadagna basta a pagare le spese. Cgil, Cisl e Uil insistono sulla necessità di calmierare i prezzi delle bollette. Il sindaco di Fresagrandinaria, Lino Giangiacomo, condivide questa opinione. «La Granito Forte è una splendida realtà della Valle del Trigno», dice il primo cittadino. «È un'azienda che dà lustro e occupazione. Non è giusto che aziende in salute debbano trovarsi in difficoltà per l'aumento sconsiderato dei prezzi del gas e dell'energia elettrica. Chiunque andrà a occupare i banchi in Parlamento deve risolvere al più presto il problema dei costi energetici». È quanto si augurano anche le rsu della Pilkington. L'azienda vetraria ha deciso di spegnere un forno fino al 27 settembre per ridurre i costi. Al momento nessuno sa quale decisione sarà presa dopo il 27. Nei prossimi giorni è previsto un incontro fra azienda e rappresentanti sindacali di fabbrica. L'auspicio è che dopo le elezioni di domenica arrivino segnali incoraggianti per la multinazionale. Pilkington sta cercando di ridurre i costi fissi per tornare ad un utile netto. Al lievitare dei costi energetici si aggiungono però la prolungata crisi dell'automotive e la carenza di materie prime. La guerra in Ucraina ha peggiorato una situazione già delicata. Le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane a Roma saranno fondamentali .
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