Guardiagrele e le tasse aumentate «Due anni di promesse mancate»

10 Giugno 2022

Primavera, capogruppo di opposizione: il sindaco e i suoi dicono una cosa e poi fanno il contrario Luciani, ex primo cittadino di Francavilla: Di Prinzio pensi alla sua cittadina e al suo coraggio

GUARDIAGRELE. «A quasi due anni dalle elezioni, dire che l'immobilismo, le tasse aumentate, il mancato pagamento dei fornitori e, in generale, l'attuale crisi finanziaria del Comune, siano da addebitare alla cattiva gestione della precedente amministrazione di centrosinistra, è ridicolo». Così Marilena Primavera, capogruppo della lista di minoranza “Guardiagrele bene in comune”, ribatte alle affermazioni del sindaco Donatello Di Prinzio che era tornato a ribadire che il dissesto finanziario del Comune non è altro che il frutto del cattivo operato della passata giunta comunale di centrosinistra.
«Il problema», afferma Primavera, «non è solo il fatto di avere messo le mani nelle tasche dei cittadini, facendo scontare a loro un’evidente incapacità. Ci troviamo di fronte a una questione etica. È credibile», si domanda la capogruppo, «chi in piazza e negli atti dichiara una cosa e poi prende decisioni che vanno nella direzione opposta? È credibile politicamente, chi dice che, finito il 2022, si sarebbe creata un frattura con il passato e sarebbe iniziata una nuova gestione dei conti e, poi, non paga i fornitori da lui incaricati, dicendo che non ha soldi? Il bilancio 2022 chi lo ha fatto?». Primavera, ricorda quindi che la passata giunta comunale, guidata dal sindaco Simone Dal Pozzo, ha pagato tutti e in tempi brevi, «La giunta Di Prinzio invece no, mettendo in ginocchio aziende che, a fronte di lavori e forniture, non hanno visto riconosciuti i loro diritti».
Sul dissesto finanziario del Comune di Guardiagrele, interviene anche l'ex sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, chiamato in causa, dal sindaco Di Prinzio in occasione di un suo recente intervento in piazza. «Di Prinzio», afferma Luciani, «dopo aver dichiarato il dissesto, ha detto in pubblico che il problema è anche degli altri comuni e ha parlato di Francavilla, sostenendo che ci sarebbe stata un’azione della Corte dei Conti e anche da noi si sarebbe andati sulla stessa linea. Visto quindi che ha parlato indirettamente di me», sottolinea Luciani, «vorrei spiegargli che se nel 2011 avessi dichiarato il dissesto, nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Era la scelta più semplice, quella con zero responsabilità da assumersi. Il dissesto però avrebbe significato tasse al massimo per i cittadini e nessuna possibilità di spesa per il rilancio della città». Luciani, evidenzia quindi che è stato facile per Di Prinzio dichiarare il dissesto e dare la colpa a Dal Pozzo, che lo ha preceduto, persona competente e stimata. «Purtroppo», osserva Luciani, «c'è chi si assume le responsabilità e chi no. A Di Prinzio dico di farmi la cortesia di parlare della sua città e del suo coraggio: alla nostra ci pensiamo noi ».
La capogruppo Primavera, torna cosi ad evidenziare che, «come sempre il primo cittadino guardiese e i suoi, fanno le dichiarazioni, che puntualmente vengono smentite dai fatti e dai documenti. C'è un grosso problema di etica pubblica e di coerenza tra gli impegni presi, le parole date e i fatti. Ad esempio», conclude Primavera, «la vicesindaco Flora Bianco, disse che in caso di aumento dei costi si sarebbe dimessa. Ora che sono aumentati tutti i tributi, che quasi nessuno viene pagato e che sono state azzerate le esenzioni su alcuni servizi che prima le avevano è ancora al suo posto. Come la mettiamo?».
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