Guardiagrele, finanze in dissesto Si teme per l’aumento delle tasse

1 Agosto 2021

Il sindaco Di Prinzio tranquillizza: niente ricadute importanti perché alcune aliquote sono già alte  L’ex sindaco Dal Pozzo protesta: avete cancellato crediti in maniera indiscriminata e senza analisi

GUARDIAGRELE. La dichiarazione di dissesto finanziario, votata venerdì scorso a maggioranza dal consiglio comunale, preoccupa la cittadinanza. Il default, infatti, secondo molti, andrà a produrre diversi effetti negativi a partire da un aumento della tassazione e un taglio dei servizi. Il sindaco Donatello Di Prinzio, però, ha già rassicurato che non ci saranno ricadute importanti sui cittadini, visto che l'ente ora non ha la capacità di assumere nuovi mutui e le aliquote, come per esempio quella dell'Imu sugli immobili e l'addizionale comunale, sono già al massimo. «Anche le tariffe per i servizi a domanda individuale, come il trasporto scolastico, l'asilo nido e la mensa», precisa Di Prinzio, «non subiranno variazioni, dato che devono superare la soglia minima di copertura da parte dei cittadini del 36 % e a Guardiagrele si trovano già al 50 %. Per quanto riguarda le assunzioni all'ente», continua Di Prinzio, «potranno essere fatte solo su richiesta motivata e vanno autorizzate dal ministero. In merito, va anche ricordato che si dovrà rispettare il rapporto di un dipendente ogni 169 abitanti. La nostra azione», precisa il sindaco, «è stata mirata principalmente a far pulizia in un bilancio che negli ultimi anni è stato sovrastimato nelle entrate. Sono stati infatti previsti incassi per circa un milione e mezzo di euro che non entreranno mai. Dalla passata amministrazione comunale, sono state fatte scelte di investimento che hanno ingessato il Comune per il futuro, come ad esempio il mutuo per il palazzetto dello sport senza copertura finanziaria, con rate annue da 170.000 euro per i prossimi 15 anni, che ora si devono pagare cercando di ridurre le somme destinate ad altri servizi». Il primo cittadino annuncia infine che nelle prossime settimane riprenderanno i lavori per la nuova scuola dei Cappuccini e saranno riappaltati i lavori per la ristrutturazione dell'ex mercato coperto di via Orientale. «Noi», conclude Di Prinzio, «vogliamo ripartire oggi con un bilancio sano, corretto e che sia adeguato alla forza economica della nostra città».
L'ex sindaco Simone Dal Pozzo, torna invece a ribadire che il dissesto dichiarato dall'amministrazione comunale è una scelta politica che avrà gravi conseguenze per la città e non è affatto quell'atto tecnico previsto dalla legge che si dichiara quando un ente ha determinate caratteristiche finanziarie di criticità, che il Comune di Guardiagrele non ha. «Dopo il consiglio comunale», afferma infatti Dal Pozzo, «possiamo dire non solo che il dissesto è pilotato, ma che è anche artefatto, dato che si è avuta la dimostrazione che non esistono né conti in rosso, né debiti, né situazioni di criticità, né pignoramenti, ma solo crediti cancellati in maniera indiscriminata e senza un’analisi puntuale e approfondita, per evitare una situazione di deficit che non c'è. Di Prinzio», aggiunge dal Pozzo, «balbetta di indicazioni alla Corte dei Conti da noi non rispettate, quando invece, durante il nostro mandato, è stato portato avanti un lavoro sul bilancio, evidenziato alla Corte stessa, che mai ha sollevato obiezioni o contestazioni sulla nostra attività».
L'ex primo cittadino evidenzia poi che l'assessore alle finanze Pierluigi Dell'Arciprete parla di una previsione di Irpef sovrastimata. «Ciò», osserva Dal Pozzo, «dimenticando che in bilancio abbiamo mantenuto la sua previsione sull'Irpef fatta da ex assessore della giunta guidata dal sindaco Sandro Salvi nel 2010-2015. L'assessore poi», sottolinea Dal Pozzo, «parla di gestioni leggere dei bilanci negli ultimi anni, senza riconoscere che ogni azione è stata condotta secondo quello che la legge prevede». Dal Pozzo sottolinea infine, che è vergognoso che il Comune cancelli crediti di multe, trasferimenti e riscossioni, sulla base di una presunta genericità che non è stata degna di nessun approfondimento: «Abbiamo sollevato non una ma 25 eccezioni di merito e circostanze, raccolte in una relazione che sarà allegata alla delibera e trasmessa alla Corte dei Conti e su nessuna di esse abbiamo avuto risposte».
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