Guardiagrele, mancano i medici: è scontro

31 Ottobre 2021

L’ex sindaco Dal Pozzo attacca la Asl: «Fa solo promesse, il punto di primo intervento è nel caos»

CHIETI. Il gruppo consiliare di minoranza “Guardiagrele il bene in comune”, guidato dall’ex sindaco Simone Dal Pozzo, torna a parlare di sanità. Dopo aver denunciato nelle scorse settimane il rischio che il punto di primo intervento del locale presidio ospedaliero rischiava di restare senza medici, a causa del pensionamento di una delle tre unità di ruolo a Guardiagrele, oggi evidenzia che il personale che sta supportando questa carenza, da mesi, non viene pagato e minaccia di non confermare la sua disponibilità, se non ci sono le necessarie garanzie.
«Questa situazione», sottolinea il gruppo di centrosinistra, «dimostra alcune cose gravissime. La prima è la totale incapacità di programmazione della Asl Lanciano Vasto Chieti, che non riesce più nemmeno ad organizzare turni per un essenziale servizio dei emergenza urgenza, in un quadro che vede, nell’intera provincia, spostamenti e soppressioni di guardie mediche, anche nei comuni dell’entroterra. Come se non bastasse, la Asl, quando decide di intervenire, lo fa con decisioni destinate a non durare nel tempo. Le ore non garantite dal personale di ruolo sono coperte con turni aggiuntivi costosissimi per una azienda che, tra l’altro, non sappiamo fino a quando potrà garantirli, anche a causa del grave deficit in cui versa».
“Guardiagrele il bene in comune” sottolinea quindi che si tratta di una situazione che meriterebbe attenzioni e verifiche: «Ci chiediamo il perché del silenzio prolungato da parte della Regione, della Asl e anche dell’amministrazione comunale, che tanto si è esposta per risolvere i problemi della sanità di Guardiagrele e del territorio. Qualcuno pensa di poter risolvere tutto con un centro vaccinale, con qualche decina di migliaia di euro di investimenti, con tagli di nastri o con ridicole disquisizioni sul significato delle parole, senza dire che il futuro, non di Guardiagrele, ma dell’intera sanità pubblica della Regione Abruzzo, è appeso, ancora una volta, alle verifiche tecniche da parte del ministero».
Il gruppo di centrosinistra sottolinea quindi di aspettare che il presidente della Regione Marco Marsilio e l’assessore alla Salute Nicoletta Verì trasmettano la proposta che Mauro Febbo sventolò nella piazza di Guardiagrele oltre due anni fa e che da Roma, hanno definito obsoleta, perché agganciata a uno scenario che, con la pandemia, è completamente modificato, anche in termini economici.
«Siamo nel caos più totale», conclude il gruppo guidato da Dal Pozzo, «e la mancanza di risposte è la prova della incapacità di prendere impegni seri, anche sulle questioni più semplici».
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