Guardiagrele, scattano nuove interruzioni

Le 18 ore di sospensione restano nelle zone periferiche, in centro dalle 10 alle 18 e dalle 21 alle 6
GUARDIAGRELE. La mancanza di acqua nella cittadina del sindaco Donatello Di Prinzio continua a procurare disagi: la Sasi, dopo aver interrotto la fornitura del servizio idrico nell’intero territorio comunale per ben 18 ore, dalle 12 alle 6 del giorno successivo, presenta un nuovo calendario di chiusure che prevede, invece, fasce di orario differenziate. La chiusura per 18 ore continuative resta solo nelle zone periferiche di via Cappuccini, via Anello, via San Leonardo, via Marruccina, via Colle Granaro e via Gramsci, dove l'acqua mancherà dalle ore 12 alle 6 del giorno successivo.
Per l’intera zona del centro storico, in via Orientale, via Occidentale, via Grele, via San Donato, via Tiballo, via Campo sportivo, via Colle Luna e nella zona del vecchio ospedale, l’interruzione è prevista, invece, dalle ore 10 alle 18 e dalle ore 21 alle 6 del giorno successivo. Infine, nelle contrade di Bocca di Valle, Comino e Sciorilli, l’acqua mancherà dalle ore 13 alle 18 e dalle 21 alle 6 del giorno successivo.
Mentre la Sasi continua costantemente a rifornire di acqua con autobotti negozi, allevamenti e semplici abitazioni, si pensano a delle possibili soluzioni. «Innanzitutto», sottolinea l’ingegner Giovanni Scioli, ex componente del Comitato Civico per l'acqua, «bisognerebbe ripristinare l’acqua delle sorgenti della Mucchia, nella zona di Selva Romana che, da un controllo effettuato circa un mese fa, potrebbe garantire una portata che si aggira attorno ai 10 litri al secondo». Scioli ricorda in merito che nessuno finora ha mai preso in considerazione il ripristino e l’utilizzo delle sorgenti della Mucchia, evidenziando poi che le acque di questa ricca sorgente, situata nel cuore della Maiella, forse le più idonee per un’ipotesi di sviluppo e di ricerca per un ulteriore approvvigionamento, vengono perse nell'arida roccia della montagna. «Nella Valle di Ferracavallo», continua Scioli, «dovrebbero poi essere ripristinate le captazioni, attraverso un attento lavoro di ripulitura e sistemazione delle condotte occluse e rovinate. Infine», rimarca Scioli, «sarebbe anche opportuno che la Sasi e l’Aca si incontrassero per prendere una decisione su come gestire la Valle di Acquafredda, dove le captazioni sono attualmente utilizzate solo parzialmente».
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