Guardiagrele, un convegno sulla coltivazione del tartufo

26 Aprile 2019

GUARDIAGRELE. “La coltivazione del tartufo”. È questo il titolo di un convegno organizzato per domani a partire dalle 10.30, a Palazzo dell’Artigianato di via Roma. A ideare il dibattito è l’Associazi...

GUARDIAGRELE. “La coltivazione del tartufo”. È questo il titolo di un convegno organizzato per domani a partire dalle 10.30, a Palazzo dell’Artigianato di via Roma. A ideare il dibattito è l’Associazione tartufai della Maiella, in collaborazione con gli ordini dei dottori agronomi e forestali delle province di Chieti e L’Aquila e il collegio dei periti agrari della provincia di Chieti.
L’incontro si apre con la presentazione dei lavori affidata a Giovanni Scioli, presidente Catra dell’Associazione tartufai abruzzesi; a seguire i saluti istituzionali di Giuseppe Pugliese, presidente dell’ordine agronomi e forestali della provincia di Chieti, Serafino Di Profio, presidente dell’ordine agronomi e forestali della provincia dell’Aquila, e Donato Civitella, presidente del collegio periti agrari di Chieti. Successivamente, intervengono i relatori Gabriele De Laurentiis, agronomo responsabile del settore funghi e tartufi della Regione Abruzzo, e Mirco Iotti, ricercatore dell’università dell’Aquila.
«Con questa iniziativa», spiega Ettore Cristini, presidente dell’Associazione tartufai della Maiella, «intendiamo principalmente fornire delle indicazioni a chi vuole entrare nel nostro mondo senza correre grossi rischi, investendo in un settore che richiede sopratutto passione e capacità di adattarsi agli elementi della natura. In passato», aggiunge Cristini, «sono stati fatti investimenti in tartufaie che ad oggi non danno riscontri positivi. Solo qualcuno, più lungimirante, si è adeguato al territorio e oggi ha delle grosse soddisfazioni. Da parte nostra, cercheremo di portare questo contributo dando un’indicazione: rispettare la vocazione territoriale. Nella nostra zona», conclude Cristini, «la vocazione è rappresentata dal tuber aestivum, così come nell’Aquilano la preferenza va da sempre al tuber melanosporum».
Giovanni Iannamico