Guerre e barbarie nelle opere di Spoltore

2 Luglio 2024

Venti sculture in mostra nell’auditorium Diocleziano fino a giovedì: alcune realizzate in 150 giorni

LANCIANO. La barbarie e l'insensatezza dei conflitti in atto hanno ispirato l'ultima mostra dello scultore lancianese Paolo Spoltore. L'esposizione, dal titolo “Guerra perché?”, si può ammirare fino a giovedì 4 luglio nei locali dell'auditorium Diocleziano.
L'architettura storica e la creatività intellettuale dell'artista si fondono in un unicum concettuale. La mostra è composta da 20 sculture a tutto tondo, di dimensioni che vanno da 160 a 240 centimetri, realizzate con la tecnica di sempre, quella di assemblaggio dei materiali ferrosi di riuso e teste di legno e di pietra scolpite. Le opere, dai titoli “Spirale con drone”, “Missili”, “Pane quotidiano”, “Cuori bruciati”, “Strage a Gaza e a Bucha”, sono state realizzate nell'arco di 150 giorni e trasmettono il pathos che l'autore ha vissuto vedendo e leggendo le atrocità che queste guerre, in Medioriente e nei Balcani, stanno procurando alle comunità di cittadini inermi.
Nell'introduzione al catalogo della mostra, il professore e critico d'arte Giuseppe Rosato testimonia quanto «le materie prime delle opere sugellino un legame profondo ed indissolubile da rinnovare continuamente con la terra, intesa come natura eterna, capace di imprimere senso vitale in noi e intorno a noi».
Lo spirito di denuncia di Paolo Spoltore è quello di condanna e ribellione nonché di impotenza nei confronti di chi ammazza barbaramente bambini e distrugge tutto quello che li circonda. L'arte continua a denunciare orrori, fornendo importanti contributi a chi non usa le armi per combattere la guerra. «Il mio augurio», dice l'artista, «è che la visione di queste opere possano servire a far crescere in tutti una cultura di pace». (s.so.)
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