Guida sotto droghe «Ci vuole il consenso per il test del sangue»

12 Febbraio 2015

LANCIANO. Gli avevano ritirato la patente per guida perché sorpreso al volante sotto l’effetto di stupefacenti. Ma, nel rilevare la condotta illecita, non sarebbero state seguite le procedure...

LANCIANO. Gli avevano ritirato la patente per guida perché sorpreso al volante sotto l’effetto di stupefacenti. Ma, nel rilevare la condotta illecita, non sarebbero state seguite le procedure ministeriali previste per l’accertamento in casi del genere. Così il giudice di pace di Lanciano non solo ha riconsegnato la patente sequestrata all’uomo ma ha anche condanna la prefettura a pagare le spese processuali.

Protagonista della storia è C.D.C., rappresentato e difeso dall’avvocato Alfonso Ucci, del foro di Lanciano.

L’automobilista il 1° luglio 2014 fu fermato dai carabinieri di Lanciano che rilevarono che guidava sotto l’effetto di droghe. I militari dell’Arma avevano anche trovato in un risvolto dei pantaloni del conducente, una zona in cui era custodita una dose di eroina.

Gli accertamenti eseguiti in ospedale, hanno confermato che il conducente dell’auto era al volante sotto l’effetto di stupefacenti e così gli è stata sospesa la patente, già ritirata nell’immediatezza dei fatti contestati.

«Il 10 settembre 2014 è arrivata al mio assistito la notifica dalla prefettura della sospensione della patente di guida per un anno e per questa decisione abbiamo presentato il ricorso», spiega l’avvocato difensore Alfonso Ucci, «per la violazione della normativa ministeriale per la procedura prevista nell’accertamento. Non era stato rispettato il protocollo stabilito», continua l’avvocato difensore, «ossia non era stato dato il consenso per gli esami invasivi, com’è appunto il prelievo del sangue. Il giudice di pace ha così accettato il nostro ricorso, restituendo la patente al mio assistito e ha condannato la prefettura al pagamento delle spese processuali», conclude Ucci.

Teresa Di Rocco

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