Ha accoltellato il padre e il fratello Indagini chiuse: subito a processo

14 Novembre 2023

Il 15 ottobre Domenico Alfano, 37 anni, aveva mandato in ospedale anche la madre, colta da malore Il gip firma il decreto che dispone il giudizio immediato. L’uomo è accusato di lesioni e maltrattamenti

LANCIANO. Lo scorso 15 ottobre si è scagliato contro il padre e il fratello impugnando un coltello da cucina; ha ferito il padre a una mano, il fratello, mentre la madre per la paura e il forte stress ha avuto un malore. Domenico Alfano, 37 anni, nato a Castellammare di Stabia ma residente a Castel Frentano, ora per quei fatti andrà a processo. Il giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa ha firmato il decreto che dispone il giudizio immediato nei suoi confronti: in aula comparirà il prossimo 19 marzo 2024 con le accuse di lesioni, minacce aggravate e maltrattamenti in famiglia. Indagini lampo quelle dei carabinieri di Castel Frentano e del nucleo operativo della compagnia di Lanciano che hanno spinto il procuratore capo Mirvana Di Serio a chiudere subito il fascicolo contro il 37enne chiedendone il rinvio a giudizio, ottenuto dal gip. Ora l’avvocato di Alfano, Paolo Valentino Sisti, ha 15 giorni di tempo per chiedere un rito alternativo, come l’abbreviato che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena. Come ricostruito dai militari sulla base della dolorosa denuncia sporta dai genitori, il 37enne il 15 ottobre si scagliò contro i familiari, perché la madre si sarebbe sbarazzata di una confezione contenente droga che il ragazzo aveva in camera. In base alle accuse Domenico, in preda all’ira, avrebbe ripetuto la frase: “Vi accido a tutti” verso il padre, la madre e il fratello Marco al quale diceva “tu sei il primo a morire” mentre puntava un coltello nei suoi confronti. Poi cagionava lesioni personali al padre che cercava di disarmarlo: un taglio sul palmo della mano e del dito sinistro guaribile in 10 giorni. Il 37enne brandiva un coltello lungo 20,30 centimetri, di cui 8,5 cm di lama.
Risponde poi soprattutto di maltrattamenti in famiglia, di “comportamenti aggressivi e prevaricatori verso i familiari che minacciava e offendeva”. Purtroppo non episodi sporadici, ma quasi quotidiani che andavano avanti da ben 15 anni. Tante le offese verso il padre, “un uomo che non serve”, epiteti irripetibili e minacce verso la madre: “Ti divido in due parti”, “devi morire per mano mia”. Poi verso il fratello frasi come “Ti spacco la faccia”, “Ti apro la testa”, “Fallito”. E poi aggressioni fisiche verso i genitori spintonati contro il muro e presi a calci. Nell’interrogatorio il 37enne si è detto dispiaciuto per quanto accaduto, non ha negato le discussioni ma ha detto di non aver mai alzato le mani contro i familiari. Atti che saranno discussi e verificati a processo. (t.d.r.)
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