Halliburton, no all’accordo La vertenza va in Regione

7 Settembre 2017

Ortona, nulla di fatto nel vertice con l’azienda convocato in Confindustria Ma lo sciopero non scatta. Petaccia (Filctem-Cgil): «Aspettiamo le istituzioni»

ORTONA . Niente di fatto. L’incontro tra i vertici aziendali della Halliburton Italiana Srl, i sindacati e le rsu, convocato ieri mattina nella sede di Confindustria a Pescara, non ha sortito gli effetti sperati per i lavoratori dello stabilimento di contrada Sant’Elena. La multinazionale attiva nel settore degli idrocarburi rimane ferma sulle proprie posizioni e non ha accolto la richiesta avanzata circa un mese fa dai sindacati, ovvero quella di prendere in considerazione misure alternative – nello specifico la cassa integrazione – all’ondata di licenziamenti decisa per l’azienda.
Come previsto dalla procedura, dunque, la discussione prende ora la strada istituzionale, con un tavolo che si aprirà presso la Regione Abruzzo. A breve ci sarà la convocazione per proseguire le trattative. La Halliburton ha avviato trenta procedure di mobilità nei confronti di altrettanti lavoratori, 26 operai e quattro impiegati. Ad essere interessato dai licenziamenti è circa il 30% della forza lavoro della sede ortonese, all’interno della quale complessivamente sono occupate 104 persone. Le motivazioni dei licenziamenti sarebbero da ricercare, secondo quanto sostenuto dai vertici aziendali, nella riduzione del personale, a seguito di crisi del settore e conseguenti esigenze tecniche, organizzative e produttive. Il segretario generale Filctem-Cgil di Chieti, Carlo Petaccia, al termine del precedente incontro tenuto i primi giorni di agosto, aveva già annunciato il ricorso ad un tavolo istituzionale in caso di risposta negativa dell’azienda alle proposte presentate. Ma aveva aggiunto che le maestranze a quel punto sarebbero state disposte a tutto, e quindi di conseguenza sarebbe stata presa in seria considerazione l’idea di scioperare. Ipotesi quest’ultima, che per il momento sembra tuttavia scongiurata. «Vogliamo aspettare prima la convocazione dalla Regione», spiega Petaccia, «la risposta che la Halliburton ci ha dato, purtroppo la immaginavamo. Non ne capiamo però i veri motivi. Noi abbiamo insistito, finora invano, per avere uno strumento flessibile come la cassa integrazione in un periodo di crisi dal quale tutti, aziende e parti sociali, aspettiamo di uscire. Credo», prosegue il segretario generale Filctem-Cgil di Chieti, «che i licenziamenti indeboliscano sia l’azienda che il territorio. Licenziamenti e riduzione sensibile del numero di dipendenti ad Ortona potrebbero rappresentare il preludio alla chiusura dello stabilimento, ed è questa la nostra principale paura. Il territorio», conclude, «rischia di perdere un altro pezzo importante dell’attività petrolifera».
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