Histonium, i dipendenti resteranno al loro posto

VASTO. Rinunciano al diritto di prelazione, ma conservano il loro posto di lavoro i quattro dipendenti della farmacia comunale Histonium (due farmacisti, di cui un direttore e due commessi). La...
VASTO. Rinunciano al diritto di prelazione, ma conservano il loro posto di lavoro i quattro dipendenti della farmacia comunale Histonium (due farmacisti, di cui un direttore e due commessi).
La struttura è stata venduta all’asta dal Comune ed aggiudicata provvisoriamente ad una giovane farmacista di Bologna, Sabrina Sansanelli, l’unica professionista ad aver partecipato all’asta pubblica presentando un’offerta di 985mila euro, 20mila euro in più rispetto al prezzo di base fissato dall’amministrazione nel bando di gara (965mila euro).
Il trasferimento della titolarità della farmacia all’aggiudicatario provvisorio non è ancora avvenuto, essendo subordinato al mancato esercizio del diritto di prelazione da parte del personale dipendente che, a quanto pare, non ha presentato finora alcuna offerta nonostante i venti giorni di tempo concessi nel bando di gara. Il loro posto di lavoro è comunque tutelato.
Tra gli obblighi dell’acquirente c’è anche quello del mantenimento in servizio del personale, del riconoscimento dell’anzianità di servizio raggiunta dai dipendenti e della retribuzione.
Insomma, alla fine l’amministrazione comunale è riuscita nel proprio intento: disfarsi di un’azienda che, contrariamente alle previsioni iniziali, non ha prodotto gli utili ipotizzati.
La decisione di vendere all’asta la farmacia - ritenuta anti-economica e non redditizia – è stata presa a distanza di cinque anni dalla costituzione della Srl a totale capitale pubblico, con il Comune unico socio, nata per gestire non solo la Histonium, ma anche altre strutture municipali con l'obiettivo di dare vita ad un modello gestionale ed organizzativo di tipo manageriale ispirato al conseguimento del risultato, ma con un occhio di riguardo al sociale.
Di certo la vendita all’asta della Histonium stride con la volontà manifestata a più riprese dall’amministrazione comunale di voler esercitare il diritto di prelazione sulle altre strutture in arrivo. (a.b.)
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