«Ho difeso mia moglie». Ma resta in carcere

Tentato omicidio di Natale: Orticelli risponde alle domande del giudice sul ferimento del pugile Urbano
VASTO. Ha risposto alle domande del giudice ricostruendo il suo alterco con il cognato, la necessità di difendere la moglie distesa per terra ma anche se stesso dalla furia di Domenico Urbano, 41 anni, pugile. E poi ha parlato degli insulti e dei colpi ricevuti dal cognato che urlava ed era fuori di sè. Afferrare quel taglierino finito sul pavimento è parsa la soluzione migliore per difendersi. Francesco Orticelli, assistito dall’avvocato Giovanni Cerella ha raccontato al giudice Fabrizio Pasquale la sua versione del drammatico pranzo di Natale a casa della famiglia della moglie. «È stata una reazione eccessiva ma umana. Ogni essere umano reagisce ai colpi ricevuti. Nel caso del mio cliente, colpendo il cognato con il taglierino, Orticelli voleva mettere fine alla sua furia e salvare la moglie e sé stesso», ha dichiarato l’avvocato Cerella.
Il legale ha chiesto al giudice la derubricazione del reato di tentato omicidio in quello meno grave di eccesso di legittima difesa putativa, la scarcerazione e in subordine gli arresti domiciliari. «Non c’è alcun rischio di inquinamento delle prove né reiterazione del reato», rimarca la difesa. Il giudice Pasquale al momento ha respinto l’istanza di remissione in libertà. Non è escluso che, qualora i medici che hanno in cura Urbano dovessero concedere l’autorizzazione, il pugile quarantunenne venga a sua volta ascoltato dagli investigatori per sentire la sua versione dei fatti. Resta da chiarire il motivo che ha mandato Domenico Urbano su tutte le furie. Quando è scoppiata la discussione fra la moglie di Orticelli e la sorella, Francesco Orticelli non c’era. «Il mio cliente era a letto con l’influenza. Ha ricevuto la telefonata della moglie che chiedeva aiuto e si è precipitato a soccorrerla. Quando è arrivato ha trovato la moglie per terra. Quella poveretta ha un occhio pesto, il setto nasale fratturato, un trauma cranico e ha perso alcuni denti. Non ha ricevuto dei semplici buffetti. E, del resto, i referti medici e le foto che ha allegato alla denuncia presentata i carabinieri sono più eloquenti di qualsiasi parola», insiste l’avvocato Cerella. I reparti investigativi dei carabinieri analizzeranno sia il taglierino e sia gli indumenti di Orticelli per trovare tracce o indizi che raccontino cosa è successo prima dell’accoltellamento. Il taglierino prima che venisse afferrato da Orticelli era stato preso da altri? Se quando Orticelli è arrivato la moglie era ferita e lui l’ha soccorsa sui suoi vestiti dovrebbero esserci tracce del sangue della moglie. Carabinieri e magistrati stanno cercando di ricostruire il puzzle rimettendo ogni tassello al suo posto.
Paola Calvano
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

