«Ho portato Jois al mare sereno, doveva soltanto fare un video»

Parla il tassista che sabato notte ha accompagnato il 20enne nella zona dove è stato trovato morto «Aveva una borsa con sé e quando è sceso ha detto che mi avrebbe telefonato per tornare in città»
VASTO. Sarà eseguita questa mattina l'autopsia sul corpo di Jois Pedone, 20 anni, lo studente vastese trovato morto tre giorni fa a Punta Penna dai militari del Circomare. La perizia del dottor Marco Piattelli chiarirà le cause della morte ma non riuscirà a spazzare via l'incredulità di quanti (e sono tanti) sono convinti che Jois non si sia suicidato.
Fino alla fine Jois ha recitato la parte del ragazzo sereno e appagato. A confermarlo è anche Nicola Grassi, l'autista che la notte fra il 20 e 21 agosto ha accompagnato lo studente a Punta Penna. «Ho portato a Punta Penna», dice Grassi, «un ragazzo solare, con un grande sorriso e tanti progetti. Quando mi hanno detto che era sparito mi sono meravigliato e dopo il ritrovamento del suo corpo sono rimasto scioccato». Grassi era stato contattato da Jois alle 14,30 di sabato. «Ha prenotato una corsa per Punta Penna per l'1,30 di notte. In serata mi ha richiamato per ricordarmi l'appuntamento. All'una e trenta l'ho raggiunto. È salito sulla mia auto tenendo in mano una borsa. Mi ha detto di dover andare a Punta Penna per fare un video da mandare alla sua ragazza. Mi ha spiegato di essere uno studente lavoratore: universitario a Parma e cameriere durante le vacanze al ristorante “Il Trabocco Cungarelle”».
Nicola Grassi assicura che il giovane non sembrava affatto depresso e durante il viaggio ha descritto con entusiasmo anche le specialità del locale in cui lavorava. «Gentilissimo ed educato, ha chiesto più volte se per me fosse un problema accompagnarlo fino alla spiaggia di Punta Penna. Era li che voleva fare il video. Quando è sceso mi ha pagato e mi ha detto che mi avrebbe richiamato per tornare a Vasto». Quella telefonata non è mai arrivata. Jois è morto due ore dopo.
Sulla spiaggia di Punta Penna quella notte c'erano altri ragazzi. Possibile che nessuno di loro si sia accorto di Jois? È una delle tante domande che al momento restano senza una risposta. L'incredulità per l'ipotesi del suicidio lascia spazio a tante supposizioni. C'è chi pensa che quella corda comprata da Jois per realizzare una zavorra, forse all'origine dovesse servire per una sfida. Manca un movente per una scelta estrema come il suicidio. I più affezionati al ragazzo non escludono neppure l'omicidio. Come detto sono solo ipotesi e tentativi di dare una spiegazione a un fatto luttuoso che appare inspiegabile.
Crescono intanto i messaggi di cordoglio alla famiglia di Jois. Il corpo del giovane dovrebbe essere riconsegnato ai genitori nel pomeriggio di oggi. Subito dopo saranno fissate le esequie che dovrebbero tenersi nella parrocchia dei Salesiani. «Possa il ricordo di Jois colmare il vuoto della sua assenza», hanno scritto il dirigente scolastico e tutto il personale dell’Istituto comprensivo Rossetti.
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