Honda in risalita «L’indotto scommetta sull’innovazione»

24 Dicembre 2014

Atessa, il colosso delle due ruote e le 144 nuove assunzioni Bologna (Cisl): ci vuole più sinergia tra le piccole aziende

ATESSA. Se la Honda si sta preparando al cambio di passo, è arrivato il momento anche per le fabbriche dell’indotto di reagire e partecipare alla risalita del mercato. All’indomani dell’annuncio, nel corso di un incontro di verifica tra la dirigenza dello stabilimento, Confindustria, Rsu e sindacati, di concrete possibilità di recupero da parte del colosso nipponico delle due ruote, è il momento per le fabbriche della sub fornitura Honda di fare un bilancio e preparare una veloce strategia di ripresa.

«La Honda», spiega Domenico Bologna, segretario generale Fim Abruzzo e Molise, «ha dichiarato di voler mantenere il 27% della fornitura necessaria nelle fabbriche entro i 50 chilometri dallo stabilimento di Atessa. È una percentuale cospicua se pensiamo che la Fiat per la fornitura della Sevel mantiene solo il 15% dell’indotto sul territorio. Le fabbriche, però, devono adeguarsi ai nuovi standard di riduzione dei costi avviati da Honda e soprattutto dimostrare di essere competitivi. D’ora in poi», prosegue Bologna, «non ci saranno più alibi, le aziende locali devono organizzarsi per investire su ricerca, innovazione, qualità e diversificando il più possibile i prodotti. È finito il tempo delle vacche grasse, è arrivato il momento di creare sinergie tra piccole aziende cercando di sviluppare un sistema davvero competitivo».

La Honda da sempre è stato un punto di riferimento per il territorio. Fino a qualche anno fa, prima che la crisi economica travolgesse il settore delle due ruote, si calcolava un rapporto di un operaio Honda per tre dell’indotto. Ma il crollo del mercato di riferimento ha decretato la morte di numerose aziende della sub fornitura Honda. Si tratta di micro realtà anche di meno di venti operai, spesso monoclienti Honda che si sono ritrovate all’improvviso senza ordinativi. La stessa cosa è successa recentemente a due fabbriche del comprensorio frentano: Intesa Meccanica (47 dipendenti) e Progetto Meccanica (meno di 30 dipendenti). Intesa Meccanica, ex Europainting che si occupa di verniciatura e cataforesi, nel 2008 era stata affidata dal tribunale di Lanciano con un contratto di affitto e con diritto di prelazione all’acquisto, a due imprenditori-soci, ma il 31 ottobre scorso è stata aperta la procedura fallimentare. La Honda ha tuttavia dichiarato di voler mantenere in vita macchinari e parte delle lavorazioni, affidando allo stabilimento un turno di verniciatura a partire dal nuovo anno. Poche speranze ci sarebbero tuttavia per Progetto Meccanica, che sconta anche una situazione difficile interna di politica gestionale.

Daria De Laurentiis

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