Honda recupera a marzo le giornate di stop

6 Febbraio 2021

L’azienda delle moto e i mancati rifornimenti dall’estero: «Interruzione solo di 4 giorni e non di 17»

ATESSA. Si farà il possibile, nello stabilimento Honda di Atessa, per recuperare le giornate produttive perse a causa di problemi nella fornitura dai paesi asiatici. Le giornate di fermo, a partire da giovedì scorso, saranno 4, e non 17 come erroneamente riportato dal Centro nell’edizione di ieri a causa di un refuso.
«La situazione che sta interessando il comparto logistico internazionale», precisa la direzione dello stabilimento Honda di Atessa, «caratterizzata da congestionamenti di porti e terminal oltre che dal deficit di container vuoti, condizione correlata all’emergenza Covid-19, si sta riflettendo anche sull’organizzazione e sullo svolgimento delle attività produttive della Honda Italia. Allo stato attuale, i giorni di fermo produttivo della Honda Italia sono 4, concordati con la rsu e in conformità a quanto previsto dal vigente contratto nazionale in materia di sospensioni e recuperi per cause di forza maggiore. Si precisa inoltre che solo pochissimi lavoratori del terzo turno notturno sono interessati dalla cassa integrazione fino al 12 febbraio».
Le giornate di fermo dovranno essere recuperate necessariamente entro la fine del mese di marzo che coincide anche con la chiusura dell’anno fiscale giapponese. L’anno precedente si era chiuso con la produzione di 110.000 moto e per il 2021 si era ripartiti con lo stesso entusiasmo e una previsione di almeno 80.000 moto. I lavoratori, che hanno fatto il possibile in questi mesi anche per recuperare il prolungato fermo causato dal lockdown, si impegneranno ancora per abbattere il numero dei veicoli non consegnati al cliente finale.
Il problema della mancata fornitura globale attraverso le navi cargo risente direttamente della pandemia da Covid-19. Molte fabbriche, in Asia come in Europa, sono state costrette a fermarsi e i container sono rimasti fermi nei porti. Allo stesso tempo sono aumentati esponenzialmente i costi di trasporto e gli armatori preferiscono riempire fino all’orlo le navi cargo prima di farle partire. Lo stabilimento Honda ha da subito cercato di attrezzarsi facendo gli ordini con mesi di anticipo, un'accortezza che tuttavia non ha evitato i ritardi che si stanno verificando in queste ultime settimane e che potrebbero non essere gli ultimi. L’unica alternativa, lanciata già nei giorni scorsi dalla Uilm, sarebbe prevedere urgentemente una filiera di sub fornitura locale per alleggerire i problemi di trasporto e fornitura, contenere i costi e garantire la produzione nei mesi di massima richiesta del mercato. (d.d.l.)
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