Honeywell, ammortizzatori fino a fine 2018

5 Dicembre 2017

Si lavora per prolungare gli aiuti di Stato all’azienda di Atessa che ha annunciato la chiusura ad aprile

ATESSA. Incontro ristretto, ieri, al ministero dello Sviluppo economico (Mise), tra le segreterie provinciali e nazionali di Fim, Fiom e Uilm e i rappresentanti del Governo tra cui, oltre allo Sviluppo economico, c’era anche una rappresentanza del ministero del Lavoro, per parlare del caso Honeywell, il cui stabilimento in Val di Sangro sarà chiuso dal prossimo 2 aprile. Assente l’azienda, come spesso accaduto nella più lunga e drammatica vertenza che l’Abruzzo ricordi e che si concluderà con la perdita del posto di lavoro per 420 persone. L’incontro a Roma, il secondo di una lunga serie, è stato quindi solo interlocutorio. Il tavolo ha discusso sulla necessità di prolungare gli ammortizzatori sociali, che scadranno anch’essi ad aprile, e su una possibile riconversione dell’azienda. La volontà comune è quella di prolungare gli aiuti di Stato all’azienda “morente” fino alla fine del 2018. Di qui la necessità di coinvolgere anche il direttivo internazionale della Honeywell per discutere di questo aspetto.
Data la disponibilità del Governo ad erogare altri “cuscinetti” economici per sostenere il reddito dei dipendenti fino alla chiusura definitiva dello stabilimento, l’azienda dovrà infatti farsi carico di richiedere l’accesso agli ammortizzatori sociali, come la solidarietà in deroga. Se la Honeywell accetterà di prolungare il periodo di ammortizzatori sociali, il Governo è disposto a cambiare la tipologia del sostegno dato che lo stabilimento ha ormai già fatto ricorso a cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione straordinaria e solidarietà. Riguardo una possibile riconversione dello stabilimento si è parlato, per il momento, solo di un interessamento da parte di alcune aziende (senza specificare quali), aspetto che sarà gestito dall’assessore regionale alle attività produttive e crisi industriali, Giovanni Lolli. E si procede nella trattativa anche a livello locale. Oggi è previsto un nuovo incontro all’Associazione industriali tra i rappresentanti locali e le rsu di stabilimento di Fim, Fiom e Uilm e la dirigenza dello stabilimento di Atessa. L’obiettivo, così come è stato anche nel corso del primo incontro al tavolo locale, è quello di ottenere un incentivo all’esodo per i dipendenti che volessero abbandonare lo stabilimento prima della “deadline” del 2 aprile. La Honeywell non è nuova a questo tipo di soluzione: negli anni della crisi sono stati programmati due incentivi, il primo da 60mila euro lordi e il secondo da 80mila euro lordi. Soldi che servirebbero a tamponare per qualche anno la tragedia della perdita del posto di lavoro o ad investire in un’altra attività.
Daria De Laurentiis
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