Honeywell, incontro decisivo per la cassa integrazione

4 Giugno 2018

ATESSA. Incontro decisivo, oggi alle 16 nella sede del ministero dello Sviluppo economico a Roma, per la Honeywell. Un destino, quello della fabbrica dei turbocompressori che ha cessato...

ATESSA. Incontro decisivo, oggi alle 16 nella sede del ministero dello Sviluppo economico a Roma, per la Honeywell. Un destino, quello della fabbrica dei turbocompressori che ha cessato definitivamente tutte le attività lo scorso 5 marzo lasciando a casa oltre 400 dipendenti, che è stato messo più volte in discussione in questi mesi con la cassa integrazione straordinaria prevista e poi negata e le speranze di una reindustrializzazione che si sono alternate all'angoscia dei dipendenti. Oggi si dovrebbe concludere l’accordo definitivo.
All’incontro saranno presenti le parti sindacali, con i rappresentanti nazionali e locali di Fim, Fiom e Uilm, i funzionari del Mise e del ministero del Lavoro, il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, i rappresentanti della Honeywell e di Invitalia (agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa), e quelli delle aziende che hanno fatto richiesta ufficiale per l’utilizzo dello stabilimento e l’avvio di attività di reindustrializzazione del sito. Oggetto dell’incontro è la verifica degli impegni assunti dall’azienda lo scorso 16 febbraio. Il problema principale, da affrontare subito, sarà dunque quello degli ammortizzatori sociali. Se da un lato nell’accordo sottoscritto al Mise si era stabilito che la Honeywell potesse usufruire di Cigs fino al febbraio del 2019 e cedere lo stabilimento gratuitamente a chi volesse reinvestirci, dall’altro il ministero del Lavoro ha negato la concessione dell’aiuto statale in ottemperanza alla rigida normativa in fatto di ammortizzatori sociali che non possono essere erogati nei confronti di un’azienda che ha cessato le attività.
In caso si confermasse questa ipotesi diventerà, quindi, necessario riscrivere un nuovo accordo con la Honeywell e accelerare il più possibile la reindustrializzazione del sito. Oggi le aziende che si sono fatte avanti (la Inconex-com per la realizzazione di autobus elettrici, il gruppo Eldor e la Imm Hydraulics spa entrambi colossi automotive) dovrebbero presentare ufficialmente i piani industriali che dovranno essere approvati da Invitalia (che dovrà concedere i finanziamenti) e dalla stessa Honeywell. In campo c’è anche la Irplast, fabbrica di pellicole e imballaggi in polipropilene con sede ad Atessa, che tuttavia non è interessata allo stabilimento, ma alla riacquisizione, dietro incentivi, di parte della forza lavoro della Honeywell.
Daria De Laurentiis
©RIPRODUZIONE RISERVATA.