Honeywell, l’abbraccio di Lanciano

16 Ottobre 2017

In centinaia alla manifestazione di solidarietà per gli operai in sciopero da 28 giorni. Domani incontro con il ministro Calenda

LANCIANO. Se da un lato la vertenza Honeywell sta mettendo a dura prova il morale dei 420 operai in sciopero da 28 giorni e impegnati, quasi tutti, in un presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica giorno e notte, dall’altro l’ondata di solidarietà ricevuta scalda i cuori e fa sembrare meno nero il futuro. Sabato scorso la manifestazione di solidarietà e beneficenza, organizzata dall’amministrazione comunale di Lanciano in piazza Plebiscito, ha richiamato centinaia di persone. All’appello hanno risposto i musicisti e i gruppi di Stefano Barbati, Hertz, Animamè, Gae Campana, Pop’s, Alta frequenza. Camillo Scaglione ha fornito il service audio gratuitamente, stessa cosa per Maurizio Di Marco e Cristian Pellicciotta che hanno animato la serata. Presenti numerosi rappresentanti dell’amministrazione fra cui l’assessore comunale al Lavoro, Francesca Caporale. Una porzione di territorio che trema e un’altra che aiuta, da una parte all’altra del fiume in un paese industriale che sembra non avere più confini e che tiene in pugno tutti con la logica ferrea del denaro, degli affari, degli investimenti. Soldi che arrivano, come nel caso della Honeywell, si stanziano per qualche anno, proliferano e, forse, vanno via, con la stessa rapidità di come erano arrivati. Ma la gente del Sangro fa da cordone ai fratelli con la tuta blu: c’è la mensa che offre i pasti completi a tutti per un giorno, il bar che mette i cornetti a prezzi più bassi, il locale che a fine serata regala i prodotti avanzati. Ci sono le persone che abitano nei pressi della fabbrica che portano acqua, legna per scaldarsi, viveri. I gruppi di protezione civile che arrivano con generatori, tensostrutture, tende. Alcune cuoche si sono offerte per cucinare, un prete, don Carmine Miccoli, tutte le domeniche va ad officiare la messa davanti ai cancelli dello stabilimento chiuso e in diverse fabbriche i dipendenti regalano un’ora di lavoro ai colleghi in difficoltà. È una grande famiglia la Honeywell, e nella tragedia riesce ad esserlo ancora di più. Uno sciopero che, mai come questa volta, vede aderire il 100% delle maestranze fino a che non si ottengono delle risposte, delle garanzie, fino alla fine. Il prossimo impegno cadrà domani alle 18 a Roma con un incontro al Mise. I sindacati e le rsu di fabbrica lo hanno aspettato tanto, nessuno li ha mai convocati al tavolo delle trattative. L’azienda potrebbe non rispondere alle parti sociali anche stavolta e chi va al tavolo sa già che avrà un cuore di pecora e uno di leone. Ma forse, per farsi coraggio, ripenserà alla gente della Valle e alle facce di chi ha dato una mano.
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