Honeywell, ora c’è attesa per chiudere i contratti

13 Dicembre 2018

Atessa, M5S e Pd promuovono il passaggio all’azienda cinese Baomarc Ma la Fiom avverte: «La vertenza non è chiusa, adesso la politica lavori con noi»

ATESSA. Genera soddisfazione unanime in politica e nei sindacati la scelta di affidare l’ormai ex stabilimento della Honeywell all’azienda cinese Baomarc. Quella che sembrava una vertenza senza vie di uscita se non quella della perdita di centinaia di posti di lavoro, potrebbe trasformarsi in una concreta reindustrializzazione del sito per passare dalla realizzazione di turbocompressori a quella di componenti in acciaio per il mercato automobilistico.
«Auspico che le operazioni contrattualistiche siano concluse per gennaio», commenta la deputata M5S Carmela Grippa, «il mio pensiero è rivolto ai lavoratori e alle loro famiglie che ritornano a sperare dopo mesi difficili». Alla deputata Grippa si aggiungono i consiglieri regionali Pietro Smargiassi e Sara Marcozzi, candidata, quest’ultima, alla presidenza della Regione: «Siamo molto soddisfatti per la soluzione trovata. L’attenzione di questo governo per il comparto produttivo sta dando ottimi frutti anche in Abruzzo. La Honeywell rappresenta un’importante realtà per l’occupazione della nostra regione e sapere che 162 dipendenti e le loro famiglie potranno vivere un Natale sereno anche grazie all’apporto del governo 5 Stelle riempie di orgoglio e di gioia». «Il merito è dei lavoratori, dei sindacati e della Regione che con il presidente Giovanni Lolli ha seguito da sempre con grande determinazione politica e capacità contrattuale questa vertenza», fa eco invece l’ex deputato Gianni Melilla, presidente emerito del consiglio regionale abruzzese, «sono vicino ai lavoratori e alle loro famiglie e speriamo che si concretizzino anche gli altri nuovi investimenti per coprire tutti i posti di lavoro persi». «I lavoratori della Honeywell possono tirare un sospiro di sollievo», interviene il segretario provinciale Pd, Gianni Cordisco, «con la rischiosa gestione del ministro Di Maio e con le inoperose e dannose operazioni e la totale assenza della Lega e del M5S, si stava rischiando di far “saltare” l’operazione ora invece riuscita. Non posso che esprimere la mia più totale gioia. Se tante vicende si sono potute concludere positivamente è solo grazie all’applicazione delle leggi del centrosinistra».
Soddisfazione viene espressa anche dall’Ugl, presente al tavolo del Mise mercoledì. «È bastato uscire dalla sala riunioni del ministero dello Sviluppo economico, mercoledì sera», contesta il segretario provinciale della Fiom, Davide Labbrozzi, «per ritrovarsi una pioggia di dichiarazioni di politicanti che hanno corso per rilasciare il più in fretta possibile le proprie impressioni. La vertenza Honeywell non appartiene ai politici, ma ai lavoratori che hanno lottato duramente per la conservazione di centinaia di posti di lavoro. Nei prossimi mesi bisognerà lavorare tanto affinché quel che è previsto nella teoria diventi realtà. Ai politici che sgomitano chiediamo di rimboccarsi le maniche e di sostenere il duro lavoro che si dovrà fare».