Honeywell, riconversione in salita
L’azienda dei turbocompressori rifiuta le offerte di ditte concorrenti
ATESSA. Prosegue la difficile trattativa sulla Honeywell, che chiuderà per sempre i battenti il prossimo 2 aprile. Ieri i sindacati Fim, Fiom e Uilm e i rappresentanti dell’azienda dei turbocompressori si sono incontrati al tavolo del ministero dello Sviluppo economico (Mise) per proseguire la trattativa aperta già in fase di vertenza, quando i 420 dipendenti dello stabilimento di Atessa hanno scioperato per due mesi prima della comunicazione da parte della stessa Honeywell della cessazione delle attività. I nodi principali del tavolo restano tre: il prolungamento degli ammortizzatori sociali, sulla cui erogazione dovrà esprimersi il Mise, sentito il ministero del Lavoro; la riconversione dello stabilimento, al momento ferma al palo, e gli incentivi ai dipendenti per abbandonare da subito il posto di lavoro.
Oggi alle 15 è previsto il tavolo locale proprio per discutere di questo: al momento la cifra presentata dall’azienda non ha convinto le parti sociali, che sperano di ottenere qualcosa in più. Strada difficile anche sul fronte di una possibile riconversione della fabbrica: nessun imprenditore si è fatto vivo con il Ministero e, tra quelli che hanno contattato l’azienda, ci sono stati solo interessamenti da parte del settore dei turbocompressori, lo stesso della Honeywell che, per ragioni di concorrenza, ha declinato ogni proposta. I sindacati hanno fatto appello all’azienda di impegnarsi a trovare un possibile sostituto. Qualche speranza è riposta, invece, sul prolungamento degli ammortizzatori sociali, su cui però ci dovrà essere la conferma del Ministero. Il tavolo è stato aggiornato al 16 febbraio, data in cui potranno essere presenti anche le rsu di stabilimento e in cui si cercherà di ottenere un accordo quadro che contempli tutti i temi in discussione, a partire dall’incentivo, la cui cifra potrebbe essere perfezionata proprio in quella sede. (d.d.l.)
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