Honeywell, sindacati divisi sulle due offerte

1 Agosto 2018

Atessa. Manzi (Uilm) e Biscotti (Fim): accelerare sui piani industriali. Labbrozzi (Fiom): così non va

ATESSA. Potrebbe essere l’ultima occasione per fare del dramma della Honeywell un’occasione di rilancio della Val di Sangro. Le due offerte presentate ufficialmente al ministero dello Sviluppo economico (Mise) dalla Imm Hydraulics spa e dalla multinazionale del settore automotive Eldor per occupare con altre attività l’ormai ex stabilimento della fabbrica dei turbo chiusa a marzo, sono state presentate lunedì a Roma al tavolo indetto tra Mise, Regione Abruzzo e organizzazioni sindacali. Due piani industriali ufficiali che prevedono due diversi approcci occupazionali. Ma se da un lato si tenterà di far coesistere tutte e due le aziende sul territorio per tamponare la perdita di circa 400 posti di lavoro, dall’altro persistono dei dubbi.
«Bisogna accelerare sui piani industriali», commenta Nicola Manzi, Uilm-Uil, «ben venga chi ha volontà e intenzione di aprire uno stabilimento sul territorio, ma bisogna ripartire in fretta. Cinque anni (proposti nel piano industriale del gruppo Eldor, ndc) sono un abisso. Chi viene a investire qui deve creare un progetto che crei occupazione stabile e nel più breve tempo possibile». «Abbiamo sempre sostenuto che il processo di riconversione sarebbe stato difficile e non del tutto scontato», considera Primiano Biscotti, Fim-Cisl, «e infatti è proprio quello che sta accadendo. Inizialmente sembrava che tutti volessero la Honeywell e poi si sono presentate solo due aziende. Si tratta di un aspetto positivo, ma crediamo che i piani presentati possano essere oggetto di trattativa. Cinque anni per occupare 109 dipendenti sono troppi, considerando che gli ex dipendenti Honeywell dopo due anni perderanno ogni aggancio agli ammortizzatori sociali. Bisogna fare di più. Da un lato dobbiamo essere in grado di accettare quello che c’è, ma dall’altro, se ci sono imprenditori interessati si facciano avanti».
E sono state totalmente bocciate dalla Fiom le due proposte industriali esposte al Mise. «Entrambi i piani», critica il segretario provinciale Davide Labbrozzi, «si fermano appena sopra i cento occupati, un numero troppo basso in considerazione di tutti i posti persi alla Honeywell. Il progetto Imm prevede addirittura l’assunzione a tempo determinato, mentre quello Eldor richiede tempi di realizzazione troppo lunghi. La Fiom», conclude Labbrozzi, «al tavolo del 13 settembre ribadirà l’esigenza di mantenere aperta la raccolta di proposte e non condividerà, presi dalla fretta, progettini che hanno lo scopo di regalare uno stabilimento prezioso come la Honeywell a un imprenditore. Si ritiene necessario alzare il numero delle persone da reimpiegare, dare un lavoro a tempo indeterminato agli ex dipendenti Honeywell e sviluppare un piano industriale in grado di guardare lontano». Daria De Laurentiis
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