I 5 Stelle: no all’ospedale unico con Vasto

15 Settembre 2020

Taglieri e Smargiassi pronti a scendere in piazza. Paolucci (Pd) chiede alla Regione di fare chiarezza

LANCIANO. «Svelato il disegno del centrodestra che pensa di accorpare gli ospedali di Lanciano e Vasto tagliando i servizi: una vergogna inaccettabile contro cui combatteremo in ogni sede», dicono i consiglieri regionali pentastellati Francesco Taglieri e Pietro Smargiassi. «La Regione alla luce della delibera di Casalbordino deve fare chiarezza: davvero vuole unire i due ospedali? Non avrebbe senso», ribatte il consigliere regionale Pd Silvio Paolucci. Ha sollevato dubbi e polemiche la delibera del Comune di Casalbordino dello scorso 18 giugno in cui propone la zona di Santo Stefano come quella adatta per ospitare il nuovo ospedale di costa Lanciano-Vasto. A creare scompiglio non è la candidatura, legittima, del Comune, ma il fatto che la Regione abbia proposto di «realizzare un ospedale unico di costa Lanciano-Vasto da ubicarsi nei territori costieri di tali ambiti». «Finalmente diventa chiaro il piano della giunta di centrodestra, che in questi mesi ha ignorato il caos che regna negli ospedali di Lanciano e Vasto», affermano Taglieri e Smargiassi, «tra una cronica carenza di personale e i continui spostamenti dei macchinari, senza mai predisporre un piano di potenziamento dei presidi. Il progetto del centrodestra di accorpare i due ospedali volta le spalle a tutto il territorio, creando un'ulteriore voragine tra la sanità e i cittadini». «Abbiamo un entroterra che ha già perso ospedali come Atessa, Gissi e Casoli», prosegue Taglieri, «mentre nell'area Chieti-Pescara ci sono due ospedali in 15 chilometri e si continua ad attaccare questa zona». «Dopo la chiusura di 12 ospedali tra centrodestra e centrosinistra», aggiunge Smargiassi, «la costante riduzione dei reparti e strutture ospedaliere lasciate all’abbandono, la giunta Marsilio con un colpo di spugna sembra pronta a chiudere altri due presidi per tenerne uno solo. Una scelta gravissima». «Se dovesse essere confermato questo progetto inaccettabile per il nostro territorio», chiudono i due consiglieri, «saremo pronti a scendere in piazza, raccogliere firme, manifestazioni per impedire al centrodestra di dare un altro colpo letale a questa parte di Abruzzo». «Avevamo già espresso dubbi sulle intenzioni del centrodestra sul Renzetti e il San Pio», chiude Paolucci, «è ora che la Regione cominci a fare chiarezza, atti e documenti alla mano». (t.d.r.)