I 5 Stelle: «Prestazioni Covid non pagate»

20 Maggio 2021

Il consigliere Taglieri accusa Asl e Regione: a rischio le associazioni del servizio di emergenza-urgenza

LANCIANO. Da un lato ci sono circa 200 dipendenti delle Croci (Val Trigno, Croce gialla, Croce rossa, Croce azzurra, Croce arcobaleno, Europa soccorso e Croce Italia) che attendono di sapere se potranno continuare a garantire il servizio dell’emergenza-urgenza che assicurano da 20 anni. Dall’altro il personale sanitario che si trova a fare i conti con il mancato pagamento, da novembre, delle prestazioni aggiuntive legate al Covid e il rischio di non poter usufruire delle ferie da giugno.
Al centro, secondo il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S), «l’inerzia e il caos che regna in Asl e Regione. L’assessore alla Salute Nicoletta Verì non è riuscita ancora a dirci con chiarezza che fine faranno le associazioni che si occupano del trasporto sanitario di emergenza-urgenza nella Asl 02, un servizio che può fare la differenza tra la vita e la morte», denuncia Taglieri, che ha portato il caso delle Croci in Regione con un’interpellanza.
«Queste associazioni vanno avanti da anni con proroghe, vengono pagate il 40% in meno di quanto previsto dalle tabelle ministeriali e non hanno alcuna certezza sul futuro», continua il consigliere, «e questo soprattutto perché l’Agenzia regionale di informatica e committenza (Aric) continua a portare avanti la gara europea per la centralizzazione del servizio con la Asl dell’Aquila capofila. Alle richieste poi delle Croci di adeguamento del costo del servizio, la Asl ha risposto accordando un aumento del 20% che non c’è stato, e che impedisce loro anche di fatturare i servizi erogati da gennaio. La Regione doveva intervenire per far rimanere il servizio a chi lo eroga da anni, conosce il territorio e ha grande professionalità, anziché fare una gara rivelatasi già fallimentare a Pescara».
Non va meglio al personale sanitario Asl che non ha ancora ricevuto i pagamenti delle prestazioni aggiuntive legate al Covid erogate da novembre, e rischia anche di non fare le ferie. «Sembra stiano già arrivando richieste di rinuncia al periodo di ferie estive», spiega Taglieri, «una cosa che, se confermata, sarebbe di una gravità unica: lederebbe un diritto contrattuale che prevede che il dipendente goda di almeno 15 giorni di ferie continuativi tra il primo giugno e il 30 settembre. Si continuerebbe a chiedere sacrifici a professionisti che non si sono risparmiati per colmare il vuoto organizzativo di giunta regionale e Asl. Da anni denunciamo la carenza di personale, e il rischio è che la situazione possa peggiorare ancora». (t.d.r.)
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