I bagnanti: cattivi odori sul litorale

Tante segnalazioni per sintomi come secchezza alla gola e bruciore agli occhi. Chiesto l’intervento dell’Arta
VASTO. Secchezza alla gola e bruciore agli occhi. Sono i sintomi causati dall’odore acre avvertito in questi giorni nella zona di Punta Penna, dai bagnanti presenti nella omonima spiaggetta adiacente il porto, all’interno della riserva naturale di Punta Aderci. Un fenomeno non nuovo per la verità, ma che, stando alla segnalazioni di turisti e cittadini, è risultato più intenso rispetto agli anni precedenti a causa, con ogni probabilità, di particolari condizioni climatiche. «Nelle ultime settimane la spiaggetta di Punta Penna è stata infestata dal cattivissimo odore», scrive Dario Leone su Facebook, «non lo avevo mai sentito così forte. Me ne sono dovuto andare letteralmente nauseato. Non sono di Vasto, ma ci vengo in vacanza da 15 anni». «È un odore nauseabondo», gli fa eco Alberto Catalano, professionista vastese che vive a Perugia, «tanto da provocare fastidio alla gola». L’olezzo si fa particolarmente intenso, a detta di alcuni cittadini, nei pressi del ponticello sul torrente Lebba. «Quando passo con la moto in quel tratto devo stare in apnea», aggiunge Fabrizio Di Mascio. Segnalazioni di cittadini e turisti sono giunte anche alla guardia costiera. «Hanno chiamato diverse persone», confermano all’Ufficio marittimo di Vasto, dove sembra abbiano inoltrato una richiesta all’Arta per il controllo dell’aria. Ed è proprio questo il nocciolo della questione. Sono anni che le associazioni ambientaliste chiedono un monitoraggio sulla qualità dell’aria nella zona industriale di Punta Penna che convive con la riserva naturale di Punta Aderci, meta ogni anno di migliaia di visitatori, e con un nucleo residenziale a ridosso del Faro. Senza considerare che a pochi metri in linea d’aria si trova “La Grotta del Saraceno”, un villaggio turistico molto frequentato. Tra l’altro l’odore acre avvertito in questi giorni ha coinciso con l’acceso dibattito in corso sul progetto della Ecoexport per lo stoccaggio di rifiuti derivanti dalla raccolta urbana in un capannone della zona industriale. Tra le ragioni del no ci sono infatti anche i potenziali rischi legati alle emissioni in aria che porterebbero, secondo le osservazioni presentate dalle associazioni e dal Movimento 5 stelle, condizioni ambientali peggiorative rispetto alle attuali. Un tasto sul quale battono da sempre i sodalizi. «Quest’anno abbiamo ricevuto decine di segnalazioni», spiega Nicola Salvatorelli, presidente dell’Arci, «se non fossimo ormai a fine stagione inviterei i bagnanti che affollano la spiaggetta di Punta Penna a ripiegare l’asciugamano e inscenare una protesta. Come associazioni abbiamo chiesto ripetutamente un monitoraggio sulla qualità dell’aria. È una questione importante che deve essere affrontata una volta per tutte».
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