I beni confiscati diventano anche orti mensa e dormitorio

14 Febbraio 2015

Undici giorni fa il “dono” della Procura al Comune Ma c’è lo scoglio dei fondi per la ristrutturazione

LANCIANO. Il terreno incolto sarà destinato al progetto orti urbani, l’immobile potrebbe diventare una mensa o un dormitorio. È questo il destino dei due beni confiscati alla criminalità organizzata dalla Procura di Lanciano e donati al Comune, che potrà riceverli dopo il passaggio in consiglio comunale convocato per martedì 17 (anche se più probabilmente slitterà in seconda convocazione a venerdì 20).

In occasione della visita in città di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, il procuratore Francesco Menditto aveva ufficialmente donato al Comune i beni, situati in contrada a Villa Andreoli e confiscati definitivamente al proprietario dopo una condanna per concussione, per destinarli a fini sociali. Entro 30 giorni l’amministrazione comunale deve comunicare la propria manifestazione d’interesse all’utilizzo all’Agenzia nazionale dei beni confiscati (Anbsc). L’argomento è già arrivato sul tavolo della commissione consiliare urbanistica-lavori pubblici, dove l’opposizione non ha mancato di esprimere le proprie perplessità sulle ipotesi di utilizzo che comporteranno spese per le casse comunali. I beni confiscati sono un immobile di 200 metri quadrati su tre livelli, in cattivo stato di conservazione, e 760 metri quadrati di area incolta, 250 dei quali sono un appezzamento con pozzo. Anche per questo motivo il terreno sarà destinato ad orti urbani, ovvero per ricavarci piccoli lotti di terreno da affidare ai cittadini per la coltivazione di ortaggi non a fini di lucro. Più controversa è la destinazione del fabbricato. Le ipotesi al vaglio sono più d’una: la messa in sicurezza con un costo di 5mila euro, la demolizione per 15mila, la ristrutturazione costerebbe invece 85mila euro, demolire e costruire un nuovo fabbricato, infine, comporterebbe una spesa di 200mila euro per le casse comunali (a fronte di un valore di mercato di 330mila, come ha stabilito la perizia dei tecnici comunali). In quest’ultimo caso, ed è l’ipotesi contenuta nella proposta di delibera, il fabbricato sarebbe utilizzato per i progetti di emergenza sociale e abitativa, data la grave situazione di disagio abitativo in città e il ridotto numero di alloggi per farvi fronte. Ma non è esclusa l’idea di realizzarvi un centro informativo e visite sugli orti urbani, appunto.

«In consiglio comunale voteremo intanto la manifestazione d’interesse, nei prossimi mesi valuteremo la soluzione migliore per adibire l’area a beneficio dei cittadini», dice il presidente di commissione, Alessandro Di Matteo, «dopo la Caritas, questa amministrazione collabora al fianco di altre istituzioni, Procura e Agenzia nazionale dei beni confiscati. Per il consiglio comunale è l’occasione di dare un grande segnale di partecipazione al lavoro della magistratura. L’area passerà così dalla malavita in mani pubbliche perché tutti ne possano fruire».

Stefania Sorge

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