I box di Monte Maiella vuoti tra il degrado
La convenzione con l’associazione Pezzi Unici è scaduta, ma il Comune non ha le chiavi dei locali
LANCIANO. Doveva essere il cuore pulsante dell’artigianato artistico cittadino, una strada viva e piena di persone tra corso Trento e Trieste e corso Bandiera, cuore del commercio, invece via Monte Maiella e soprattutto i suoi box sono tristemente vuoti. E anche senza gestione visto che da un anno è scaduta la convenzione con l’associazione Pezzi Unici che li ha ultimati lavorandoci per due anni, e gestiti, per 12 anni. Ma il Comune non ha ancora “ripreso” formalmente i locali e né quindi potuto pubblicare un bando per riaffidarli, evitando così che l’area finisca ancora di più nel degrado. È stato infatti il degrado a spingere l’associazione di artigianato Pezzi Unici a non tentare nemmeno di rinnovare la convenzione e riavere la gestione. Nonostante le attività organizzate dall’associazione, l’area, come evidenziato anche in un manifesto sbiadito ma ancora affisso in un box, era invivibile, ignorata dalle amministrazioni, priva di luci, preda di vandali (alcune vetrine sono state spaccate), toilette per cani, e piena di auto parcheggiate abusivamente e pericolosamente perché la terrazza funge da solaio per i locali di via Degli Abruzzi.
E se il parcheggio selvaggio è stato bloccato con la sistemazione della catena e con i controlli degli agenti di polizia municipale su invito dell’assessore al traffico Francesca Caporale, i box e la zona restano vuoti. «La convenzione con Pezzi Unici è scaduta a marzo 2018», spiega l’assessore al commercio Caporale, «ma il Comune non è ancora in possesso delle chiavi perché formalmente bisogna ultimare i documenti per la ripresa in carico dei box (costati oltre un miliardo di lire alla giunta Polidoro, ndc). Che comunque non sono utilizzabili dall’associazione. Ma, nel frattempo, non stiamo con le mani in mano. Si sta infatti cercando di capire come si possono adeguare i box, anche a livello catastale visto che sono legati alla torre (inutile e mai utilizzata, ndc) e hanno carenze. Hanno infatti l’allaccio dell’elettricità ma non quello dell’acqua. Una carenza che limita anche il tipo di attività da poter inserire. Stiamo studiando come risolvere il problema e, se si possono sistemare, se conviene che i lavori li faccia il Comune o chi si aggiudicherà la gestione e l’amministrazione poi scala i soldi dagli affitti. Quel che è certo è che questo è uno spazio importante della città e non è abbandonato».
Teresa Di Rocco
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