I buoni per la spesa sono scaduti L’opposizione: bisognosi beffati

La denuncia di Pompilio: «Problema politico, si litiga sulle deleghe e manca un assessore al sociale» Interrogazione al sindaco sulle tessere per gli sconti distribuite ai cittadini a un anno dall’attivazione
CHIETI. Buoni spesa scaduti perché consegnati con un anno di ritardo. Beffa e amara sorpresa, e anche un po’ di imbarazzo, per i cittadini che sono stati costretti a lasciare sul bancone la merce che contavano di riportare a casa. A denunciarlo è Serena Pompilio, consigliera comunale di Azione politica, che sulla questione ha presentato un’interrogazione al sindaco Diego Ferrara. Una questione che, sottolinea Pompilio, ha un marcato risvolto politico, in quanto «l’assessorato con deleghe al sociale non c’è perché si litiga per le poltrone e i cittadini, sotto le festività, non possono fare la spesa».
La consigliera riferisce di aver «ricevuto una segnalazione. Quanto emerso lascia veramente sgomenti. Lo Stato, ogni anno, mette a disposizione un fondo che permette ai Comuni di elargire buoni spesa per quelle famiglie che hanno un Isee basso», ricorda Pompilio, «un aiuto sostanziale a chi non ce la fa ad arrivare a fine mese. Beffarda, però, è la realtà: i cittadini si recano per fare la spesa ed al momento del pagamento si ritrovano un buono spesa scaduto che non gli consente di pagare la spesa fatta, lasciata sul bancone con imbarazzo per il povero cittadino malcapitato».
Secondo Pompilio, da controlli svolti, i buoni risultano attivati circa un anno prima ma consegnati solo in prossimità della scadenza agli aventi diritto, senza nemmeno avvertirli. «Doppia beffa quindi», incalza l’esponente di Azione politica, «una spesa mancata e una tessera scaduta. Perché sono stati consegnati questi buoni così in ritardo? Perché», chiede quindi Pompilio, «non sono stati messi immediatamente a disposizione di chi ne ha bisogno? Queste somme andranno perse?».
Domande alle quali la consigliera chiede ora una risposta nell’interrogazione indirizzata a sindaco, che gestisce la delega al sociale da quando si è dimessa Mara Maretti. Nel documento si chiede chi in Comune svolge il controllo sulla modalità di consegna ai beneficiari dei buoni da parte degli enti caritatevoli come ad esempio Caritas e Croce rossa; perché le tessere risultano attivate un anno circa prima della consegna e non sono state consegnate con tempestività; il destino della somma dei buoni rimasti inutilizzati e se questi vengono riconsegnati agli aventi diritto; quanto ammonta il fondo e a quanto ammonta il residuo per gli anni 2022 e 2023; da chi è composta la commisisone comunale per l'assegnazione e l'individuazione dei beneficiari.
«Peccato che il Comune attualmente un assessore con deleghe al sociale non lo ha», lamenta Pompilio, «la maggioranza pensa ad accomodarsi sulle poltrone dimenticandosi ancora una volta delle famiglie e delle necessità dei più poveri in un periodo particolare come di Natale dove una spesa fa comodo ancor di più per passare le feste in serenità».
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