I calciatori della Virtus spiegano la sana alimentazione

LANCIANO. Una sana alimentazione di partenza, poi spirito di gruppo, solidarietà e lealtà. Sono gli ingredienti per essere vincenti nello sport. Di cibo, valori e attività fisica si è parlato nel...
LANCIANO. Una sana alimentazione di partenza, poi spirito di gruppo, solidarietà e lealtà. Sono gli ingredienti per essere vincenti nello sport. Di cibo, valori e attività fisica si è parlato nel convegno “AlimentiAmo lo sport: valori e cibo…in campo”, organizzato dall’istituto comprensivo Umberto I e al quale ha partecipato la società e la squadra al completo della Virtus Lanciano. Grandi sono l’accoglienza e l’entusiasmo dei 450 alunni della scuola per i beniamini del calcio locale, sottoposti a domande di ogni genere. «Nel calcio italiano ci sono molti giocatori stranieri, tu hai avuto problemi di inserimento e come li hai superati?», chiede Antonio a Mame Thiam. «Se trovi un gruppo solido di persone che, al di là del calcio, ti aiutano e ti integrano, non hai molti problemi», risponde l’attaccante senegalese, «è quello che ho trovato a Lanciano e mi sento a casa». «Ci sono mai stati litigi tra voi?», vuol sapere Jessica da Carlo Mammarella. «Anche nelle migliori famigli capita», risponde il capitano rossonero, «ma la forza di questa squadra è dirsi le cose in faccia e risolvere tutto sul nascere». E ancora Luca a Domenico Di Cecco: «Quanta importanza ha l’alimentazione sulla tua prestazione in campo?». «Per noi calciatori una sana alimentazione è fondamentale», spiega il centrocampista di Fara San Martino, «abbiamo regole ferree da seguire, specie prima di una gara. Ma ogni tanto vale la pena anche “sgarrare”, siamo abruzzesi!». «A fine gara la società ci fa trovare nello spogliatoio un piatto di pasta», rivela ai ragazzi il difensore Antonio Aquilanti.
L’Umberto I partecipa al concorso “Progetto scuola” dell’Expo 2015: saranno realizzati spot sul cibo ispirati al tema “Donne e alimentazione”. «Mangiare verdure e pesce, variare i cibi, meglio la frutta da mordere che da bere», ricorda Flora Di Tommaso, dirigente del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl, «praticare più attività fisica e stare meno davanti alla tivù e ai videogiochi».
Stefania Sorge
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