I candidati sindaci sconfitti «Noi di stimolo e controllo»

13 Giugno 2018

Dopo voto a Fallo, Frisa, Pizzoferrato e Villa: si analizzano le cause della disfatta Di Battista: c’è stato un vento di cambiamento. Tarantini: hanno perso i cittadini

LANCIANO. Non è stata ancora decisa la data dei consigli comunali d’insediamento nei Comuni di Fallo, Frisa, Pizzoferrato e Villa Santa Maria, dove domenica scorsa si è votato per sindaco e consiglieri. Sono questi i giorni delle valutazioni del voto, soprattutto da parte degli sconfitti, mentre le maggioranze pensano alle imminenti priorità. «Non nascondo la mia delusione per il risultato elettorale», afferma Nicola Tantimonaco, candidato sindaco a Villa Santa Maria. La sua lista ha riportato 209 voti mentre quella di Pino Finamore, sindaco uscente, 544. «Sapevo che non eravamo favoriti ma un divario così ampio non ce l’aspettavamo. La nostra», continua Tantimonaco, «sarà una opposizione non disfattista ma valuteremo di volta in volta le proposte e le decisioni della maggioranza. Saremo inflessibili sul piano normativo». A Frisa, dopo dieci anni, Rocco Di Battista non è più sindaco, sconfitto, 554 contro 599 voti, da Nicola Labbrozzi. «Diverse dinamiche sono intervenute», analizza Di Battista, «tra queste un vento di cambiamento e un linguaggio, da parte degli altri, popolare-populista». Di Battista promette un’opposizione «costruttiva, rigorosa, di stimolo e controllo. Mi auguro che le scelte da noi fatte e penso, tra le altre, al progetto della strada di collegamento Frisa-Lanciano e Frisa-Poggiofiorito, al Prg, al fotovoltaico, siano portate avanti e fatte crescere». Subito al lavoro il sindaco di Fallo Alfredo Salerno al secondo mandato (battuti Luigi Mantelli e Carmine Vatieri): «Su due punti continueremo ad agire: rilancio del paese e del territorio. Se si ragiona da soli si fa poca strada, se si agisce in sintonia, il percorso sarà proficuo». A Pizzoferrato Carmine Tarantini si è fermato a 150 preferenze, mentre Palmerino Fagnilli ha vinto con 525 voti. Tarantini fa la sua analisi del voto: «La mia non è stata una sconfitta, ma una vittoria di uomini e di valori che sono stati messi in campo. Fagnilli ha fatto una politica di slogan e illusioni, ma lui ha alzato le tasse, ha impedito l’apertura della casa per anziani, ha distrutto il turismo di Valle del Sole. La sua lista Paese Mio», sostiene Tarantini che siederà per altri cinque anni sui banchi dell’opposizione, «è un altro slogan vuoto di significato. Io avrei rinunciato all’indennità di sindaco e assessori destinando i 2.300 euro mensili in servizi per la collettività, taxi sociale, bonus per indigenti. Lo sfido a dimostrare l’amore per Pizzoferrato rinunciando all’indennità di sindaco e destinando le somme ai servizi per la collettività; diversamente, ritengo che abbia vinto una politica di slogan e di pacche sulla spalla e chi abbia perso siano i cittadini di Pizzoferrato».
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