I Comuni vogliono le ex stazioni «Un consorzio per l’acquisto»

Vertice in Regione tra gli assessori Campitelli e D’Amario con Pupillo (Provincia) e i sindaci della costa Ferrovie dello Stato favorevole alla vendita al pubblico ma vuole trattare con un solo interlocutore
LANCIANO. Un consorzio tra i Comuni della Via Verde per l’acquisto delle ex stazioni. È questa l’ultima ipotesi messa sul tavolo dai sindaci della Costa dei trabocchi per arrivare ad acquisire dalle Ferrovie dello Stato i quattro fabbricati dismessi con manufatti e terreni annessi.
LA TRATTATIVA CON FERROVIE Si è tenuto ieri mattina l’ennesimo incontro sul nodo “ex stazioni”, convocato online dagli assessori regionali Nicola Campitelli (urbanistica e territorio) e Daniele D’Amario (turismo). Al tavolo virtuale sedevano il presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, e i sindaci della Via Verde, da Ortona a Vasto. L’incontro ha seguito quello della settimana scorsa con i rappresentanti di Fs e Rfi, che hanno espresso chiare indicazioni per la vendita delle ex stazioni: la volontà di cederle al pubblico e la necessità di avere un unico interlocutore nella trattativa. Di tempo c’è ancora un anno, fino al 31 dicembre 2021 quando scadrà la proroga del comodato d’uso gratuito rinnovato da Rfi in favore dei Comuni dove hanno sede le quattro ex stazioni: Fossacesia, San Vito, Torino di Sangro e Vasto.
LA PROPOSTA DEI COMUNI Alle due ipotesi finora in campo, l’acquisto con risorse della Regione e l’acquisizione tramite esproprio da parte della Provincia, si è aggiunta una terza opzione: un consorzio o una convenzione tra i sette Comuni attraversati dalla Via Verde per acquistare le vecchie stazioni dismesse. «Così ci presenteremo a Ferrovie come un unico referente», spiegano i primi cittadini. Come si avvertiva già negli ultimi confronti, i Comuni non intendono rinunciare a un ruolo di primo piano nell’acquisizione degli immobili. Attraverso una convenzione o la creazione di un consorzio, i Comuni intendono diventare proprietari delle ex stazioni. Le risorse vanno cercate nell’accensione di mutui con la Cassa depositi e prestiti o nel contributo della Regione. «Del resto abbiamo sempre considerato il comodato d’uso nella prospettiva poi di acquistare questi immobili», evidenzia il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «pur tenendo conto delle difficoltà evidenziate dagli assessori Campitelli e D’Amario, ritengo che il contributo della Regione sia la soluzione più opportuna perché la Via Verde è un’opera strategica per il turismo e l’occupazione di tutto l’Abruzzo».
REGIONE E PROVINCIA «Rispettiamo la volontà dei sindaci di tentare questa strada», commenta l’assessore Campitelli, «nei prossimi giorni si incontreranno per valutare la fattibilità di questa opzione, prima di rivederci tutti. A loro chiedo di essere celeri e di non pensare che per l’amministrazione regionale sia facile, specie in questo momento storico in cui affrontiamo una pandemia, reperire risorse e fondi. Come assessorato stiamo lavorando a un Piano speciale della fascia costiera, in cui il progetto della Via Verde si inserisce con valenza regionale». Del consorzio potrebbe far parte anche la Provincia. «Ho ribadito la volontà della nostra amministrazione di procedere con l’acquisizione delle ex stazioni», dice il presidente Mario Pupillo, «con l’obiettivo di difendere la Via Verde dall’aggressione dei privati. Ma se saranno i Comuni o la Regione ad acquistare gli immobili, non faremo valere il diritto di prelazione. Per i Comuni è una strada che richiede sacrifici, accensione di mutui e unitarietà di intenti. Si tratta di 235mila metri quadrati di terreni e 3.900 di manufatti, tra ex stazioni e magazzini: senza uno sviluppo esteso e continuo, il progetto non sarà produttivo né sostenibile».
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