I cuochi baby di Villa preparano il pranzo ai poveri di Roma

MARIA. Ci sono esperienze che ti restano dentro come àncore della memoria. Ricordi che poi, più avanti negli anni, si può far salire su nei momenti di sconforto per accarezzare il cuore e tornare...
MARIA. Ci sono esperienze che ti restano dentro come àncore della memoria. Ricordi che poi, più avanti negli anni, si può far salire su nei momenti di sconforto per accarezzare il cuore e tornare sereni. Il viaggio a Roma di 12 ragazzi delle classi quarte e quinte della scuola alberghiera Marchitelli di Villa Santa Maria è certamente una di queste. Il progetto si chiama "Pranzo dell'amicizia". I piccoli chef e aspiranti operatori del settore turistico e dell'enogastronomia hanno cucinato per due giorni (venerdì e sabato) per decine di senzatetto, poveri, immigrati e ospiti di una parrocchia di Roma. Sono già tre weekend che i giovani talenti abruzzesi raggiungono la capitale per questo nobile scopo. E ogni volta è un pugno allo stomaco, ma allo stesso tempo un enorme bagaglio di coraggio, felicità e soddisfazione per il cuore e l'anima. A 17 e 18 anni è già tanto che padelle, spezie e piatti ricoprano il ruolo preponderante della giornata al posto dello smartphone. Ma cucinare, impiattare, pulire, sbucciare e sminuzzare per ore e consegnare le proprie creazioni guardando negli occhi quelli che la vita prende a calci è qualcosa di più. I menù ricordano tutti in qualche modo l'Abruzzo. In uno degli ultimi viaggi effettuati dai ragazzi nei giorni scorsi si è lavorato da gourmet come sempre. Per i senzatetto della stazione Tiburtina sono stati serviti: antipasto con bis di crepes con coriandoli di verdura; primo piatto a base di pennette con salmone, zucchine e pomodorini; secondo: rollatina affumicata in crosta croccante con patate al pane aromatico. Per dolce panna cotta con le chiacchiere, i tipici dolci di Carnevale. In parrocchia si è servito invece risotto con pere e gorgonzola, melanzane pastellate, caciotte, salame e prosciutti abruzzesi, cavolfiori saltati, stinchi di agnello e sfogliatine con crema e fragole. A fine pasto con tenerezza i ragazzi hanno notato che erano spariti dai piatti anche diversi ossi di quegli stinchi così saporiti, forse un futuro omaggio agli amici a quattro zampe che si incontrano per strada o chissà. Quel che è certo è che la due giorni è stata carica di lavoro e di emozioni. Oltre a cucinare i ragazzi accompagnati dai professori Maria Luisa Iaforte, Marco Iezzi, Tiziana Romio, dall'educatrice Tiziana Di Genova e dal dirigente scolastico Marcello Rosato, hanno dovuto anche preparare tutti gli ingredienti e pulire le cucine una volta terminati i pasti. «Siamo orgogliosi di questi ragazzi» commenta il dirigente Rosato «le giovani generazioni sono gli uomini e le donne di domani e siamo sicuri che i nostri studenti oltre a tutto quello che imparano in cucina e sui banchi di scuola sapranno anche vivere in modo pieno e responsabile».
Daria De Laurentiis
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